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Media e voto di laurea all'Università di Palermo (UniPa)

Se fai una laurea triennale non abilitante all'Università di Palermo, il conto del voto di laurea è già scritto per intero, e sta in un decreto rettorale del 2018 valido per tutte le triennali di quel tipo, dagli immatricolati del 2016/17 in avanti. Dice come si fa la media, pesata sui crediti, con dentro il voto della prova finale e meno uno scarto che il corso sceglie fra due, e la porta in centodecimi dividendo per 3 e moltiplicando per 11. Poi ci aggiunge mezzo punto per ogni lode e non oltre 3, due punti a chi chiude nella durata legale entro la sessione straordinaria del terzo anno, uno per l'esperienza all'estero alle condizioni che elenca, e da 0 a 6 secondo la fascia in cui cade la media. Chiude arrotondando all'intero più vicino, e non passa il 110 che il regolamento di ateneo dà come tetto. Se invece fai una magistrale o un ciclo unico, quel decreto non ti riguarda, e il documento che decide il tuo voto è il regolamento del tuo corso di studi, che il punto 6 dice come trovare.

Documenti pubblici dell'Università di Palermo e dei suoi corsi letti il 5 settembre 2026. Sotto ogni gruppo di regole trovi il documento da cui viene, con il link e la data. Qui il ciclo pesa quanto il corso, perché il decreto che porta i numeri si dichiara per le lauree non abilitanti e per chi si è immatricolato dal 2016/17 in avanti. Prima di prenderti un numero da qui, guarda se la tua carriera sta dentro quel perimetro.

Il calcolatore ha bisogno di JavaScript, che ora è disattivato. I passaggi qui sotto spiegano lo stesso conto, da fare a mano.
Calcolatore del voto di laurea

I due campi dei punti partono da zero, e non perché a Palermo punti non ce ne siano. I premi del decreto del 2018 sono quattro e sono scritti, ma tre dipendono da una condizione tua e il quarto cambia a scalini con la media che scrivi qui sopra, quindi un numero fisso lì dentro sarebbe giusto per una carriera sola. Il campo della prova finale resta a zero per un altro motivo, che sta al punto 3.

Qui la media con lo scarto già tolto te la fai tu, mentre nell'app si rifà da sola a ogni esame e le regole del tuo corso restano dove le hai messe → apri LibrettoUni

1. Il conto sta in un decreto del 2018, e ci sta tutto

Il regolamento didattico di ateneo, emanato con il D.R. 3299 del 20 marzo 2025, all'articolo 35 fa due cose. Manda ai regolamenti dei corsi di studio le modalità della prova finale e della valutazione conclusiva, e stabilisce che alla valutazione iniziale la commissione aggiunge i punti fissati dalla regolamentazione di Ateneo sulle prove finali. Per le lauree non abilitanti quella regolamentazione è il D.R. 1810 del 2018, che all'articolo 6 mette il conto per esteso.

Il decreto prende il conto dall'inizio. La base è la media dei voti in trentesimi degli esami, pesata sui CFU, e dentro ci va anche il voto della prova finale, insieme ai voti in trentesimi dei corsi liberi presi in esubero. Da quella media poi esce un voto, e quale sia lo sceglie il corso fra due possibilità che il decreto gli mette davanti, il singolo voto più basso oppure le discipline non caratterizzanti fino a 18 CFU. I tre corsi che trovi al punto 4 prendono tutti e tre la prima, e se i voti più bassi sono pari esce quello dell'attività che pesa più CFU. Cercarlo nel libretto non serve, quello lo sai già.

media = Σ (voto × CFU) ÷ Σ CFU
  esami in trentesimi, prova finale compresa, meno il voto che il corso scarta
voto di partenza = media ÷ 3 × 11

Sopra il voto di partenza vanno quattro premi. Mezzo punto per ogni lode presa in carriera, fino a un massimo di 3. Un punto per l'esperienza all'estero, e solo se ricorre una delle condizioni scritte, cioè almeno 15 CFU nei programmi indicati, oppure attestati o diplomi di frequenza presso istituzioni straniere riconosciute, oppure le attività previste dal regolamento di tirocinio pertinente. Due punti a chi chiude gli studi nella durata legale entro la sessione straordinaria del terzo anno. E un premio per il profitto che vale 6 punti con media pari o superiore a 28, 5 da 27 a 28, 4 da 26 a 27, 3 da 24 a 26, 2 da 22 a 24 e zero sotto 22. Un totale il decreto non lo scrive. Sommando i quattro massimi, e ammesso che ricorrano tutte le condizioni, vengono 12 punti di incremento, e quella somma è nostra.

Quel premio è a scalini, e a ridosso di uno scalino un centesimo di media vale un punto intero sul voto di laurea. Da lì in poi la media smetti di guardarla come media e cominci a guardarla come distanza da 28. Su quale media si legga la fascia il decreto non lo ripete, e fra la media che definisce al comma 1 e la tabella dei premi ci sono due commi.

Alla fine si arrotonda all'intero più vicino, e il decreto porta i suoi esempi, 102,5 che diventa 103 e 102,49 che diventa 102. Il tetto lo rimette il regolamento di ateneo, che dà 110 come voto finale massimo e 66 come minimo per superare la prova.

Fonti: Università degli Studi di Palermo, «Regolamento didattico di Ateneo», emanato con D.R. n. 3299 del 20 marzo 2025, art. 35 cc. 1-2 e 7, p. 19, unipa.it (PDF), e «D.R. n. 1810/2018, Determinazioni per lo svolgimento della prova finale», artt. 1-4 e art. 6, pp. 1-4, unipa.it (PDF). Letti il 5 settembre 2026.

2. A chi parla quel decreto, e a chi no

Il D.R. 1810/2018 si intesta da solo. Vale per le lauree non abilitanti, dalla sessione estiva del 2018/19, per chi risultava iscritto al primo anno o immatricolato nel 2016/17 e negli anni successivi. «Non abilitanti» è una categoria che si definisce per sottrazione, quindi la prima volta che la leggi ti tocca fermarti a capire se ci sei dentro. Fuori da quel perimetro restano le lauree magistrali, le magistrali a ciclo unico e i corsi abilitanti, e per quei cicli il documento da aprire torna a essere il regolamento del corso.

Per chi sta fuori da quel perimetro, quello che a Palermo vale comunque è l'articolo 35: voto in centodecimi, 66 per superare la prova, 110 come massimo, e la lode concedibile all'unanimità dopo aver ottenuto il massimo. Della media l'articolo non scrive né la formula né il coefficiente, e le modalità della valutazione conclusiva le manda al regolamento del corso di studi. Quanti siano quei corsi l'ateneo non lo dichiara. La pagina dell'offerta formativa 2026-2027 annuncia che l'offerta è approvata e si ferma lì, e nella sua tabella abbiamo contato 166 righe, comprese quelle marcate come proposta di nuova attivazione, quindi è un ordine di grandezza e non un numero ufficiale.

Il regolamento del 2025 è quello corrente, e questo si può controllare senza fidarsi di noi. L'indice centrale «Statuto e codici di Ateneo», aggiornato al 24 aprile 2026, tiene il D.R. 3299/2025 fra i regolamenti correnti e mette in archivio i due che lo precedevano, il D.R. 10099/2023 e il D.R. 341/2019. Il 341 conviene ricordarselo, perché lo ritrovi citato dentro documenti del 2025 che sono ancora quelli buoni, e al punto 6 c'è perché.

Fonti: «D.R. n. 1810/2018», artt. 1-2 e art. 7.2, unipa.it (PDF); «Regolamento didattico di Ateneo», art. 35 c. 7 e art. 40 cc. 3-5, pp. 19 e 21, unipa.it (PDF); «Statuto e codici di Ateneo», sezione dei regolamenti correnti e ARCHIVIO; e «Offerta Formativa 2026-2027» per il conteggio dei corsi, che è nostro. Letti il 5 settembre 2026.

3. Il coefficiente viene dal decreto, l'arrotondamento dal calcolatore

Il coefficiente è del decreto. Dividere la media per 3 e moltiplicarla per 11 è quello che l'articolo 6 del decreto scrive per esteso, e dà lo stesso numero del × 110 ÷ 30 che trovi su qualunque calcolatore in rete, perché 110 diviso 30 fa undici terzi. Sulle triennali non abilitanti, quindi, quel passaggio non è una convenzione nostra. Per le magistrali e i cicli unici la stessa operazione resta una scelta del calcolatore, perché a quel livello un coefficiente UniPa non lo scrive da nessuna parte.

L'arrotondamento invece cade in due punti diversi. Il decreto arrotonda una volta sola, sul punteggio finito, mentre il calcolatore chiude la base all'intero e poi ci somma i premi. Finché i premi sono numeri interi le due strade arrivano nello stesso posto. Le lodi valgono mezzo punto l'una, e sono loro a separarle. Se i tuoi premi finiscono con un mezzo punto il conto da tenere è quello del decreto. Con media 27,40, una lode in carriera, la laurea in corso e la fascia da 5 punti, lui somma 100,47 più 7,5 e arrotonda 107,97 a 108, mentre il calcolatore qui sopra chiude prima la base a 100 e ti mostra 107,5.

Restano i due campi. Nel primo la media va scritta già pulita, cioè pesata sui CFU, con dentro il voto della prova finale e senza il voto che il tuo corso scarta, e nessuna di quelle tre cose il calcolatore può farla al posto tuo. Il campo della prova finale, almeno nei tre corsi del punto 4, non ha niente da ricevere. Lì la prova finale prende un voto in trentesimi ed entra nella media insieme agli altri esami, e alla fine non si aggiunge niente. Lasciandolo a zero il conto resta quello giusto, perché qualsiasi numero ci scrivi conterebbe due volte la stessa prova. È l'unico campo qui sopra che si riempie lasciandolo com'è.

Fonte: «D.R. n. 1810/2018», art. 6 cc. 1-3 e tabella dell'arrotondamento, pp. 3-4, unipa.it (PDF). Letto il 5 settembre 2026. Il confronto fra i due arrotondamenti è nostro, e i numeri vengono dal calcolatore di questa pagina.

4. Tre corsi dello stesso dipartimento, e la differenza che sposta il numero

I tre corsi qui sotto stanno tutti al Dipartimento di Matematica e Informatica, sono tutti lauree triennali e sono tutti nell'offerta 2026/2027. Due condividono anche la classe. Aperti uno accanto all'altro dicono la stessa cosa su ogni riga del conto: prova finale dentro la media pesata, corsi liberi in esubero dentro, un solo voto più basso fuori, conversione per 11 terzi, gli stessi quattro premi, lo stesso arrotondamento, la stessa griglia per la lode. Cambia quanto pesa la prova finale, e quel peso si vede nel numero, perché il suo voto sta dentro la media insieme agli altri.

Informatica, triennale. Il regolamento didattico è intestato alla coorte 2025/26 e l'organo che lo firma è il CICSI, insieme al Dipartimento di Matematica e Informatica; nell'offerta 2026/2027 il corso figura in classe L-31R. Il regolamento della prova finale è stato approvato il 13 febbraio 2025 e decorre dalla sessione estiva 2024/25. La prova finale vale 6 CFU, prende un voto in trentesimi con eventuale lode, e consiste in un'attività di sviluppo o di analisi di caso, con un elaborato scritto e una presentazione sintetica. Il conto e i premi sono quelli del punto 1. Una riga del decreto qui manca, la fascia a zero punti sotto media 22, e la chiude il D.R. 1810/2018 che questo stesso regolamento richiama.

Fonti: «Regolamento didattico del Corso di Laurea in Informatica», intestazione e artt. 13 e 16, pp. 1-2 e 6-7, unipa.it (PDF), e «Regolamento prova finale di Laurea, Informatica», §§ 1, 3, 5 e 7.1-7.3, pp. 1-3, unipa.it (PDF), indicizzati dalla pagina «Regolamenti | 2086 - Informatica». Letti il 5 settembre 2026.

Intelligenza Artificiale, triennale. Stessa coorte, stesso CICSI, stessa classe L-31R nell'offerta 2026/2027, e un regolamento della prova finale approvato lo stesso giorno dell'altro. Anche qui la prova finale vale 6 CFU, con voto in trentesimi ed eventuale lode, e ha la stessa forma: sviluppo o analisi di caso, elaborato, presentazione. Sui numeri del voto di laurea i due regolamenti dicono la stessa cosa parola per parola, e anche la riga sulla fascia sotto 22 manca in tutti e due allo stesso modo.

Fonti: «Regolamento didattico del Corso di Laurea in Intelligenza Artificiale», intestazione e artt. 13 e 16, pp. 1-2 e 6-7, unipa.it (PDF), e «Regolamento prova finale di Laurea, Intelligenza Artificiale», §§ 1, 3, 5 e 7.1-7.3, pp. 1-3, unipa.it (PDF), indicizzati dalla pagina «Regolamenti | 2291 - Intelligenza Artificiale». Letti il 5 settembre 2026.

Matematica, triennale. Qui l'organo è il CIM, sempre col Dipartimento di Matematica e Informatica, e nell'offerta 2026/2027 il corso è in classe L-35R. Il regolamento della prova finale si applica agli immatricolati dal 2016/17 in avanti. La prova finale vale 3 CFU, prende un voto in trentesimi con eventuale lode, e consiste in un colloquio. Sul regolamento didattico c'è una cosa da sapere prima di scaricarlo. Il file si chiama Regolamento_didattico_L-35R__2026-27_.pdf e la pagina lo etichetta 2026, mentre l'intestazione dentro al documento dichiara la coorte 2025-26. A decidere l'ambito è quello che c'è scritto dentro, quindi qui abbiamo tenuto la coorte 2025/26 e non abbiamo esteso il documento a chi si immatricola nel 2026/27.

Fonti: «Regolamento didattico del Corso di Laurea in Matematica», intestazione e artt. 16-17, pp. 1 e 7, unipa.it (PDF), e «Regolamento prova finale di Laurea in Matematica, immatricolati a.a. 2016/17 e seguenti», intestazione e §§ 4 e 6, pp. 1-3, unipa.it (PDF), indicizzati dalla pagina «Regolamenti | 2102 - Matematica», che tiene separato l'«Archivio vecchi regolamenti». Letti il 5 settembre 2026.

«Prova finale», nei tre regolamenti, vuol dire un progetto con relazione e presentazione in due casi e un colloquio nel terzo, e la parola resta la stessa. Sei crediti contro tre, su una carriera da 180, vogliono dire che la stessa prova finale valutata allo stesso modo pesa il doppio dove ne vale 6. Un 30 alla prova finale, su una carriera che viaggia intorno al 27, alza la media di circa 0,10 a Informatica e a Intelligenza Artificiale e di circa 0,05 a Matematica. Il conto lo facciamo noi con i CFU che i regolamenti dichiarano, e il numero vero si sposta un po', perché dalla media da cui si parte un esame è già uscito. Cinque centesimi di media, di solito, non cambiano niente, e a ridosso del 28 valgono il punto di cui parla il premio profitto.

5. La lode passa da una tabella e poi da una decisione

I tre regolamenti della prova finale hanno la stessa griglia, e la leggono sul punteggio complessivo prima del tetto. Con 110 punti servono 3 lodi già prese in carriera, con 111 ne bastano 2, con 112 ne basta 1, e da 113 in su non ne serve nessuna.

Quel punteggio però un voto di laurea non può essere, perché il tetto dell'articolo 35 è 110 e sopra non si va. Che i 111, i 112 e i 113 siano somme intermedie è la lettura che ne diamo noi mettendo insieme i due documenti, visto che la tabella li chiama punteggio e il tetto lo scrive il regolamento di ateneo. Quello che fanno, comunque li si legga, è stabilire chi alla lode ci arriva. Fai il conto, ti ritrovi in mano un 113, e per un attimo pensi di aver trovato un voto che non esiste.

Poi c'è la seconda porta, e la tiene il regolamento di ateneo. Ottenuto il voto massimo, la lode può essere concessa all'unanimità, quindi superare la soglia della tabella lascia la decisione alla commissione. Chi debba proporla resta fuori da tutti e due i documenti. I regolamenti dei corsi, che sono del 2025, scrivono «la lode viene attribuita», e il regolamento di ateneo è successivo e sovraordinato, abroga espressamente le norme regolamentari in contrasto e obbliga i corsi ad adeguarsi, quindi sulla decisione finale vale quello che dice lui.

La lode qui fa due lavori diversi che portano lo stesso nome, e conviene tenerli separati. Le lodi prese agli esami valgono mezzo punto ciascuna in centodecimi, fino a un massimo di 3, ed è il premio del punto 1, che agisce dopo la conversione. Quanto valga un 30 e lode dentro la media in trentesimi è un'altra domanda, e il decreto e i tre regolamenti la lasciano stare, quindi da qui quel numero non lo prendi.

Fonti: «Regolamento prova finale di Laurea, Informatica», art. 7.3, p. 3, unipa.it (PDF); «Regolamento prova finale di Laurea, Intelligenza Artificiale», art. 7.3, p. 3, unipa.it (PDF); «Regolamento prova finale di Laurea in Matematica», art. 6, p. 2, unipa.it (PDF); e «Regolamento didattico di Ateneo», art. 35 c. 7 e art. 40 cc. 3-5, pp. 19 e 21, unipa.it (PDF). Letti il 5 settembre 2026.

6. Come si arriva al documento che riguarda te

Dalla pagina UniPa del tuo corso apri la voce «Regolamenti», e da lì ti servono due file. Il regolamento didattico corrente ti dice quanto vale la prova finale in CFU e che forma ha; il regolamento della prova finale corrente porta il conto. L'aritmetica sta un piano sopra, nei rinvii al D.R. 1810/2018 e al regolamento didattico di ateneo, e quest'ultimo lo peschi dall'indice centrale «Statuto e codici di Ateneo». La voce che cerchi può chiamarsi «Prova finale», «Determinazione del voto di laurea», «Conseguimento della Laurea», «valutazione conclusiva» o «punteggio complessivo».

Il decreto che regola il voto di ogni laurea non abilitante dell'ateneo, intanto, sta appeso nella cartella del corso in Scienze della natura e dell'ambiente, al DiSTeM. È il documento giusto e lo abbiamo letto lì, e partire dal tuo dipartimento per cercarlo è il modo più diretto per non trovarlo mai.

Lungo quella strada ci sono tre porte sbagliate, e vale la pena riconoscerle. La prima la apri senza accorgertene, perché i regolamenti della prova finale di Informatica e Intelligenza Artificiale, che sono del 2025 e sono quelli buoni, dentro rinviano ancora al D.R. 341/2019, cioè al vecchio regolamento di ateneo. L'indice centrale, aggiornato al 24 aprile 2026, quel decreto lo tiene in archivio, e il regolamento corrente abroga le norme in contrasto, per cui il 341 non serve a decidere per esempio se la lode sia automatica.

La seconda sta sulla pagina dei regolamenti di Matematica, dove è ancora online il regolamento della prova finale per chi si è immatricolato prima del 2016/17, e quel documento fa un conto diverso, con un monte di sette punti in mano alla commissione e la lode agganciata a una votazione iniziale di 102/110. La pagina lo mette sotto «Archivio vecchi regolamenti» e lo etichetta per quegli anni, quindi la porta è segnalata. La terza è il file di Matematica che si chiama 2026-27 e dentro dichiara 2025-26, ed è quella del punto 4.

Se fai una magistrale o un ciclo unico

Il decreto del 2018 non ti riguarda, e di tuo questa pagina ha la cornice dell'articolo 35, cioè centodecimi, 66 per passare, 110 come massimo e la lode all'unanimità dopo il massimo. Il resto sta nel regolamento del tuo corso di studi, che si trova con lo stesso percorso di qui sopra. Per le triennali il documento che fissa media, conversione e punti ha un numero, il D.R. 1810/2018, e per gli altri cicli noi non lo abbiamo trovato, quindi al corso o alla segreteria la domanda da fare è quale sia.

Fonti: «Statuto e codici di Ateneo», indice corrente e ARCHIVIO; «Regolamenti | 2102 - Matematica», sezione «Archivio vecchi regolamenti»; «Regolamento prova finale di Laurea in Matematica, a.a. precedenti 2016/17», «Determinazione del voto» e «Norme transitorie», pp. 2-3, unipa.it (PDF); e «Regolamento didattico di Ateneo», art. 40, p. 21, unipa.it (PDF). Letti il 5 settembre 2026.

7. Quello che non siamo riusciti a chiudere

Gli esami li tieni sul Portale Studenti, a studenti.unipa.it, e la pagina pubblica che descrive il servizio mette «Libretto esami» fra le sue funzioni. Dentro l'area autenticata non siamo entrati, quindi il nome esatto della voce e i passaggi di menu non li abbiamo visti. Un portale di ateneo le etichette le cambia molto prima delle pagine che le descrivono, quindi quel nome, quando entri, guardalo tu.

Due numeri che uno cerca restano fuori anche dopo aver letto tutto. Il valore del 30 e lode dentro la media in trentesimi nel decreto non c'è, e nei tre regolamenti della prova finale nemmeno. Chi formuli la proposta di lode nel regime attuale non lo nomina l'articolo 35, e non lo nominano i tre regolamenti correnti del campione.

Fuori restano le lauree magistrali, le magistrali a ciclo unico e i corsi abilitanti, perché il D.R. 1810/2018 si dichiara per le lauree non abilitanti e per gli altri cicli non abbiamo aperto una catena che porti dei numeri. Fuori resta anche quasi tutto l'ateneo. I tre corsi letti stanno in un dipartimento solo, e lì il Dipartimento di Matematica e Informatica non aggiunge una formula sua a quella di ateneo, che è un fatto su quei tre corsi e su nessun altro.

Se i documenti del tuo corso ti danno numeri diversi da questi, il calcolatore del voto di laurea prende la base, i premi e la media che gli scrivi, senza le regole di un ateneo sopra.

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