Media e voto di laurea all'Università degli Studi di Firenze
Se cerchi la formula con cui l'Università degli Studi di Firenze calcola il voto di laurea, la risposta breve è che l'ateneo non ne ha una. Il regolamento didattico fissa la base a 110, il minimo a 66 e l'unanimità per la lode, e su come si arrivi a quel numero non scrive niente, perché ha lasciato la faccenda ai corsi di studio. Qui sotto ce ne sono sette aperti, cinque nella stessa Scuola di Ingegneria, e due che stanno nella stessa cartella dello stesso server senza fare lo stesso conto. Al punto 5 c'è come si arriva al documento del tuo corso, che è quello che decide il tuo voto.
Le regole di questa pagina le abbiamo lette sui documenti pubblici di Unifi e dei suoi corsi il 30 agosto 2026, e sotto ogni gruppo di numeri trovi il documento da cui vengono, con il link. Un consiglio di corso può riscrivere i propri criteri in una seduta, quindi se un numero di questa pagina pesa su una tua decisione, apri la fonte e guardala.
Scrivi una media tra 18 e 33 e una base tra 10 e 200. I due campi dei punti puoi lasciarli vuoti, perché a Firenze partono davvero da zero.
Il tuo voto di partenza {voto}su {base}La media {media} vale {scala} in base {base}, che arrotondato fa {voto}. È il numero da cui parte la maggior parte dei corsi fiorentini, e da lì in poi ognuno aggiunge quello che si è scritto per conto suo. Se studi a Ingegneria il punto 2 riguarda te da vicino, perché lì il voto della tesi entra dentro la media prima della conversione e il conto comincia in un altro modo.
Il tuo voto di laurea {totale}su {base}Media {media} → {scala} in base {base}, arrotondata a {voto}. Più {bonus} di punti del corso fa {presentazione}, più {tesi} della prova finale fa {totale}.
Nessuno di quei due numeri viene dall'ateneo, li ha scritti il tuo corso, quindi sono i due che vale la pena ricontrollare sul documento che il punto 5 ti aiuta a trovare.
Il tuo voto di laurea {totale}su {base}Media {media} → {voto} arrotondato, più {bonus} di punti del corso fa {presentazione}, più {tesi} della prova finale porterebbe {eccedenza} punti oltre il tetto.
Il conto qui si ferma a {base}. Dei sette documenti che trovi al punto 3, però, sei non pongono nessun tetto, e applicando le loro formule alla lettera i 110 si superano, quindi cosa succeda lassù dipende da cosa scrive il tuo corso.
1. Quello che Firenze decide per tutti sta in un comma
Il regolamento didattico di ateneo, emanato con il decreto rettorale 541 del 2026, mette la prova finale all'articolo 25, e tutto quello che l'Università di Firenze stabilisce per ogni suo laureando sta nel comma 6. La valutazione della commissione «è espressa in centodecimi». In caso di valutazione positiva la prova «si intende superata con una votazione minima di sessantasei centodecimi». E la lode arriva solo insieme al pieno dei voti, perché la commissione «in caso di votazione massima, può attribuire la lode su decisione unanime». Unanime vuol dire che un membro contrario basta a farla saltare. Chi debba proporla il regolamento non lo dice, quindi anche quello resta in mano alla commissione.
Un comma più su, il terzo, l'ateneo nomina chi si occupa di tutto il resto, e sono i corsi, perché «le modalità di svolgimento della prova finale sono disciplinate, nel rispetto dei singoli ordinamenti, dai regolamenti didattici dei Corsi di studio». Abbiamo letto il regolamento per intero e la parola media, riferita al voto di laurea, non compare mai. L'articolo 25 si occupa di chi può accedere alla prova, di come si svolge, della tesi, della lingua, della votazione e del collegamento telematico, e di come si arrivi al numero non si occupa affatto.
Fonte: Università degli Studi di Firenze, «Regolamento didattico di Ateneo», emanato con D.R. 541/2026, unifi.it (PDF). Letto il 30 agosto 2026.
Le sei cose che il regolamento non stabilisce
Non stabilisce come si calcoli la media che finisce nel voto, né se debba essere pesata sui CFU. Non stabilisce se le idoneità ci entrino, e sull'idoneità l'articolo 23 si limita a prevedere che esista, per il caso in cui «il superamento della verifica del profitto non comporti l'attribuzione di un voto». Non stabilisce quanto valga un 30 e lode dentro la media, benché la lode nel singolo esame la fissi proprio lui, «quando il candidato abbia ottenuto il voto massimo». Non stabilisce con quale operazione la media diventi un numero in centodecimi. Non stabilisce dove cada l'arrotondamento. E non assegna nemmeno un punto premio, né per la laurea in corso né per l'Erasmus né per la tesi.
Il posto dove uno andrebbe a cercare il resto è il Manifesto degli studi, perché è il regolamento stesso a mandarcelo. L'articolo 41 rimanda le carriere degli studenti a «specifica normativa di Ateneo», e l'articolo 43 aggiunge che «nelle more dell'entrata in vigore del regolamento di cui all'art. 41, il Manifesto degli Studi reca le disposizioni in materia di procedure amministrative relative alle carriere degli studenti». Quel regolamento sulle carriere però non è ancora stato emanato. Nell'indice dei regolamenti di ateneo la parola carriera non restituisce niente, e nemmeno la parola esami.
Il Manifesto lo abbiamo letto tutto, le tre parti e l'appendice. Di media, di conversione, di voto di laurea e di lode di laurea non parla in nessun punto. Parla di immatricolazioni, passaggi, trasferimenti, sospensioni, tasse e ISEE. C'è un paragrafo, il 13.1, che sembra proprio quello giusto, perché definisce lo studente «attivo» e la «regolarità degli studi», ma quel merito lì serve a decidere quanto paghi di contributi, e si misura in CFU acquisiti e anni di iscrizione. Vale lo stesso per il rimborso del paragrafo 15.3, che chiede «almeno 24 CFU per gli iscritti al primo anno», e per il bando delle collaborazioni da 150 ore. Nessuna di quelle soglie tocca il voto di laurea.
L'unica regola di conversione dei voti che Firenze fissa al centro sta nell'appendice del Manifesto, alla lettera D, e serve a riportare in trentesimi i voti presi all'estero, per i quali l'ateneo «adotta lo schema previsto dall'allegato 2 del D.D.G. PROT. N. 678 DEL 24 MAGGIO 2024». Cercando «conversione voti Unifi» quella salta fuori per prima, e riguarda un'altra cosa.
Fonte: Università degli Studi di Firenze, «Manifesto degli Studi», a.a. 2026/2027, unifi.it (PDF). Letto il 30 agosto 2026. Il PDF porta in copertina «A.A. 2025|2026», ma il testo annuncia i corsi «per l'anno accademico 2026/2027» e tutte le scadenze sono quelle del 2026/27, quindi lo citiamo per l'anno del contenuto.
2. La conversione che il calcolatore qui sopra usa, e chi la scrive davvero
Il campo della base parte da 110 perché quello lo fissa l'articolo 25. I due campi dei punti partono da zero perché di punti l'ateneo non ne dà nessuno, e questo vuol dire che il numero grande qui sopra è un voto di partenza e non un voto di laurea. Il passaggio dalla media a quel numero lo facciamo così:
media = Σ (voto × CFU) ÷ Σ CFU voto di partenza = media × 110 ÷ 30
È la conversione che usano tutti i calcolatori in rete, ed è anche quella che scrivono quattro dei sette documenti che abbiamo aperto, tutti e quattro di Ingegneria, che dentro la formula moltiplicano per 110 e dividono per 30. Gli altri tre no. Il regolamento di Informatica dice che la media va presa «in base 110» e si ferma lì; quello di Scienze e tecniche psicologiche dice che la votazione «è espressa in centodecimi» e un coefficiente non lo nomina; Ingegneria informatica ce l'ha dentro una tabella che il coefficiente non lo mostra. Dove nessuno lo scrive, quel × 110 ÷ 30 lo stiamo mettendo noi.
La seconda avvertenza riguarda l'operazione, e a Firenze pesa più che altrove. Questo calcolatore somma i punti al voto di partenza, che è quello che fanno due dei sette. Quattro fanno una cosa diversa, perché il voto della tesi non lo aggiungono alla fine ma lo infilano dentro la media pesata come se fosse un esame in più da 6 o da 3 CFU, e solo dopo convertono. Se il tuo corso è uno di quelli, il conto qui sopra ti dà un numero che non è il tuo, e il punto 3 mostra la formula per esteso. Il settimo non fa né l'una né l'altra cosa, perché dal luglio 2026 ha smesso di calcolare e legge il voto su una tabella.
3. Sette corsi, e due che si separano solo nell'ultima riga
Abbiamo aperto i documenti di sette corsi, tutti triennali, cinque dei quali nella stessa Scuola di Ingegneria. Ingegneria informatica, elettronica e biomedica condividono anche la classe di laurea L-8, cioè l'etichetta con cui il ministero mette insieme i titoli equivalenti; meccanica e gestionale condividono la L-9, e biomedica è interclasse quindi tocca pure quella. Due dei documenti stanno perfino nella stessa cartella dello stesso server, caricati lo stesso giorno dalla stessa persona, quindi se c'è un posto in cui aspettarsi lo stesso conto due volte dovrebbe essere questo.
Ingegneria informatica, triennale. Dalle sessioni di luglio 2026 questo corso ha smesso di calcolare il voto e lo fa leggere su una tabella, con una «procedura semplificata per determinare il voto minimo e massimo di laurea conseguibili». Si entra con la media pesata di ingresso, quella «indicata dal sistema di verbalizzazione online senza ulteriori arrotondamenti», e si esce con due numeri, dove il minimo «è di norma Vmax − 2» salvo le righe in cui la tabella segna −1. La tabella comincia a una media di 66,00 su 110, che dà 68 come massimo, e finisce a 103,88 su 110, dove minimo e massimo sono tutti e due 110. Con quale coefficiente si arrivi a quella media in centodecimi partendo dai trentesimi del libretto il documento non lo scrive. La tesi non porta punti suoi e sposta solo la posizione dentro la forbice, con una condizione secca, «in caso di tesi compilativa non potrà essere assegnato il voto massimo». Premi per la carriera non ce ne sono, e qui è scritto in negativo, «non sono previste altre premialità o punti aggiuntivi».
Le lodi qui contano solo all'ingresso
La media si fa con «la sommatoria del prodotto tra il voto di ciascun esame e il credito (i CFU) ad esso associato, diviso il totale dei crediti», e dentro quel conto «non vengono prese in considerazione le lodi». Quanto valga un 30 e lode il documento non lo scrive, scrive che le lodi non si considerano. Le lodi tornano invece alla fine, come chiave d'ingresso alla lode di laurea, che si può dare solo se «nella carriera dello studente siano presenti almeno 12 CFU con lode o una media di accesso di 28.5/30», ferma restando l'unanimità della commissione. Quell'«o» è un vero oppure, quindi bastano le lodi da sole o basta la media da sola. E il corso chiude ogni altra strada, perché «non prevede l'attribuzione di altri tipi di riconoscimento (ad esempio menzioni) a prescindere dai risultati conseguiti».
I due pezzi della risposta stanno in due posti diversi. La media è definita sulla pagina del corso, il voto sul PDF della Scuola di Ingegneria, e nessuno dei due documenti rimanda all'altro. Il PDF non porta data, protocollo né organo che l'abbia approvato, anche se i metadati del file dicono che è stato generato nel maggio 2026, il che va d'accordo con la decorrenza dichiarata da luglio. Sulla stessa pagina della Scuola resta appeso anche il documento precedente, e sul punto più delicato i due si contraddicono, perché il vecchio concede alla commissione «1 punto in più» nei casi eccezionali e il nuovo dice che punti aggiuntivi non ce ne sono. A distinguerli c'è solo l'etichetta del link, e il punto 6 spiega quale prendere.
Fonti: Università di Firenze, «Per laurearsi», Corso di laurea triennale in Ingegneria informatica, ing-inl.unifi.it, e Scuola di Ingegneria, «Criteri calcolo voto di laurea, Laurea triennale in Ingegneria Informatica, D.M. 270/04», ingegneria.unifi.it (PDF). Letti il 30 agosto 2026.
Ingegneria elettronica, triennale. Stessa Scuola, stessa classe di laurea, e un impianto che non somiglia per niente a quello del corso qui sopra. Il voto della tesi entra dentro la media come se fosse un esame da 6 CFU, e la media così gonfiata viene convertita, secondo la formula «M = (Mp*N + K*V)/(N + K) * 110/30», dove Mp è la media in trentesimi pesata sui crediti, N il totale dei CFU e V il voto in trentesimi che la commissione dà alla tesi. Su quel numero si costruisce poi un bonus, «B = (M - 66) * 7 / (97 - 66), arrotondato a 7 se B > 7», che a M uguale a 66 vale zero e arriva al massimo di 7 punti quando M tocca 97, cioè con una media intorno a 26,5 in trentesimi. Il voto finale è «VF = Round (M+B)», con arrotondamento «per difetto se la parte decimale è minore di 0,5, altrimenti per eccesso». Di premi per la laurea in corso il documento non parla, mentre lascia scritto che «in casi eccezionali la Commissione di Laurea può assegnare 1 punto in più», senza che sia scritto quali siano i casi né con che maggioranza si decida.
Il file che fissa questo conto è stato creato nel 2012
Non porta data, non porta protocollo, non nomina l'organo che l'ha approvato, e si intitola a un corso che oggi si chiama in un altro modo, «Ingegneria elettronica e delle telecomunicazioni». I metadati dicono che è stato creato il 29 maggio 2012, diciotto secondi prima del file gemello di Ingegneria informatica, cioè caricati nella stessa sessione dalla stessa persona, e da allora sono rimasti lì senza che nessuno ci mettesse accanto un avviso. Che quei criteri valgano anche per l'ordinamento didattico del 2021 lo dice la pagina del corso, non il documento, che di quell'ordinamento non poteva sapere niente perché lo precede di nove anni. Il numero resta il numero pubblicato dalla Scuola, e questo è uno dei casi in cui prima di farci sopra un conto serio conviene scrivere al corso e farselo confermare.
Fonti: Scuola di Ingegneria, «Ingegneria Elettronica e delle Telecomunicazioni (I° Livello D.M. 270/04)», ingegneria.unifi.it (PDF), e «Per laurearsi», Corso di laurea triennale in Ingegneria elettronica, ing-etl.unifi.it. Letti il 30 agosto 2026.
Ingegneria biomedica, triennale interclasse. Prende la formula di Elettronica e ne cambia una costante, perché qui la tesi entra nella media «dove K = 3» invece che 6, quindi pesa la metà. Il bonus è identico, «B = (M−66)/(97−66) * 7 arrotondato a 7 se B > 7», e identico è l'arrotondamento finale. In compenso questo corso aggiunge due punti discrezionali che gli altri due della L-8 non prevedono, cioè «fino a 1 punti in più rispetto a quello risultante applicando la regola sopra indicata per carriera» e «1 punto per particolari tesi». Cosa renda una tesi particolare, chi lo giudichi e con quale maggioranza il documento non lo dice, e su lode e tetto non dice niente nemmeno lui.
Fonte: Scuola di Ingegneria, «Corso di Laurea interclasse in Ingegneria Biomedica, Regolamento per l'attribuzione del voto di laurea», approvato nel Consiglio Unico dei Corsi di studio dell'area biomedica del 3 marzo 2023, ingegneria.unifi.it (PDF). Letto il 30 agosto 2026. È l'unico dei tre PDF di Ingegneria che si data e nomina l'organo che l'ha deliberato; gli manca il numero di protocollo, e parte dal punto 1 senza definire Mp e N, che sono spiegati solo negli altri file della stessa cartella.
Il primo gruppo l'hai appena letto, ed è quello largo, tutti e tre nella classe L-8, con uno che legge una tabella, uno che pesa la tesi 6 e uno che la pesa 3. Nella classe accanto ce ne sono altri due che partono da molto più vicino di così.
Ingegneria meccanica, triennale. Stessa Scuola dei tre di sopra, classe L-9, e la stessa struttura di Elettronica fin nei dettagli: la media pesata «per tutti gli esami su cui è stato fatto accertamento», la tesi dentro con Nt = 6 CFU, la conversione «× 110/30», lo stesso bonus B e lo stesso «VF = Round(M + B)». Quello che il documento aggiunge in fondo è il premio per chi non si perde per strada, perché «la Commissione assegna 3 punti in più» a chi si laurea entro il terzo anno e «1 punto di premialità per chi si laurea entro il quarto anno». Del tetto non parla, della lode non parla, e se le idoneità entrino in quella media non lo dice nemmeno lui.
Fonte: Scuola di Ingegneria, «Ingegneria Meccanica (I° Livello D.M. 270/04 – D.M. 509/99)», ingegneria.unifi.it (PDF). Letto il 30 agosto 2026.
Ingegneria gestionale, triennale. Stessa Scuola, stessa classe L-9, stesso ciclo, e la formula è la stessa parola per parola, stesso Nt = 6, stesso bonus, stesso arrotondamento. Poi arriva la coda e le due strade si dividono, perché qui «la Commissione assegnerà di diritto 2 punti agli studenti che si laureano in corso (entro la sessione di aprile, ultima dell'A.A.)». Di chi si laurea l'anno dopo il regolamento non dice niente, mentre Meccanica quel caso lo prevede e lo paga 1 punto. A parità di carriera e di tesi, chi si laurea in corso prende un punto in più a Meccanica che qui.
L'unico punteggio di tutta la pagina che si può prendere al contrario
Gestionale prevede una voce per chi scrive e discute la tesi in inglese, e non è un premio che si può soltanto vincere: «la commissione, in base alla qualità della scrittura e discussione in lingua, potrà assegnare un punteggio da −1 a 1». Chi ci prova e scrive male perde un punto invece di guadagnarlo. Cosa separi una scrittura buona da una cattiva il regolamento non lo scrive, e non indica nemmeno con quale maggioranza la commissione decida, quindi l'unica cosa che sai in anticipo è la forbice.
Fonte: Scuola di Ingegneria, «Ingegneria Gestionale (I° Livello D.M. 270/04 – D.M. 509/99)», ingegneria.unifi.it (PDF). Letto il 30 agosto 2026. Come per Elettronica e Meccanica, il testo non porta data, protocollo né organo, e l'unico indizio che sia stato rivisto è la parola «aggiornata» nel nome del file, che non dice né quando né rispetto a cosa.
Informatica, triennale, Scuola di Scienze matematiche, fisiche e naturali. Fuori da Ingegneria l'impianto cambia del tutto. Qui il voto «è attribuito dalla Commissione di Laurea sommando le seguenti tre componenti», e la prima è la media ponderata degli esami «in base 110», aumentata di 0,1 ogni 3 CFU conseguiti con lode, senza tetto. Il conto è sui crediti e non sulle lodi, quindi una lode presa su un esame da 12 CFU vale quattro volte una presa su un esame da 3. La seconda componente è il bonus di ammissione, che dà 6 punti a chi si laurea entro la sessione di luglio del terzo anno, 4 entro dicembre, 2 entro aprile e zero dopo, ma solo agli studenti in corso «immatricolati per la prima volta al corso di Laurea in Informatica», mentre per tutti gli altri «la commissione valuterà la carriera caso per caso». La terza è la tesi, che vale «un incremento di 8 punti al massimo, basato sulla valutazione della tesi di Laurea e sulla presentazione orale». Alla fine si arrotonda «a intero», e in quale direzione non è scritto. La lode chiede tre cose insieme, cioè un voto calcolato di almeno 110, una tesi e una presentazione che la commissione ritenga entrambe meritevoli, e l'unanimità.
Fonte: Università di Firenze, «Regolamento Prova Finale (Classe L31)», Corso di laurea in Informatica, informatica.unifi.it. Letto il 30 agosto 2026. Nella stessa voce di menu convive il regolamento di un ordinamento vecchio, con numeri diversi e un titolo che cambia di due caratteri, e il punto 6 dice come riconoscerlo.
Scienze e tecniche psicologiche, triennale, Scuola di Psicologia. Anche qui si somma, partendo dalla media ponderata «rispetto ai CFU complessivamente acquisiti». Le lodi valgono 0,25 punti l'una «fino ad un massimo di 2 punti», e quel tetto è la parte che sparisce da tutti i riassunti, perché dalla nona lode in poi non guadagni più niente. Ci sono 2 punti per chi «consegue la laurea entro la durata normale del corso», 1 punto per ogni esperienza Erasmus, ma solo se svolta «con almeno un esame superato», e una voce che a Firenze non abbiamo trovato da nessun'altra parte, cioè «1 punto per gli Studenti Tutor (senza borsa MIUR) che svolgono un numero di almeno 20 incontri e di 2 punti per coloro che svolgono almeno 40 incontri». Tutte queste maggiorazioni valgono «a partire dalla coorte di studenti immatricolati nell'a.a. 2015/2016». Dell'arrotondamento e del tetto complessivo il regolamento non parla.
Qui c'è un'ambiguità che il documento non scioglie
Per la prova finale la commissione ha «da zero (0) a tre (3) punti da aggiungere alla media dei voti riportati dallo studente negli esami di profitto». Quella media, così com'è scritta, è in trentesimi, mentre poche righe sopra lo stesso regolamento dice che la votazione della prova finale «è espressa in centodecimi». In quale delle due scale vadano quei tre punti il documento non lo chiarisce, e la differenza fra le due letture è grossa, perché con la conversione che si usa di solito tre punti di trentesimi in centodecimi ne valgono circa undici. Finché il corso non lo scrive, è una domanda da fare alla segreteria didattica prima della domanda di laurea.
Fonte: Università di Firenze, «Regolamento prova finale», Corso di laurea triennale in Scienze e tecniche psicologiche, con le delibere del Consiglio del corso del 13 maggio e del 1 luglio 2015, scienzetecnichepsicologiche.unifi.it. Letto il 30 agosto 2026. L'intestazione copre insieme la classe L-24 e la vecchia classe 34 del D.M. 509/99, che nell'offerta 2026/27 non c'è più.
Le due cose su cui questi sette vanno d'accordo
La prima è che sei documenti su sette non scrivono quanto valga un 30 e lode dentro la media. Due usano un bonus in centodecimi e sul valore nella media tacciono, quattro la lode non la nominano proprio, e l'unico che si pronuncia è Ingegneria informatica, che lo fa in negativo. Se un calcolatore online ti chiede se la lode vale 31 e tu studi negli altri sei, quella casella la stai riempiendo a sentimento. La seconda è che sei su sette non pongono nessun tetto, e applicando le formule di Ingegneria alla lettera, con la media al massimo e la tesi al massimo, si superano i 110 senza che nessuno dei documenti dica cosa succede allora. L'unico che si ferma è Ingegneria informatica, e si ferma perché la tabella finisce.
4. Chi ha scritto la tua regola non è sempre il tuo corso
L'articolo 25 nomina un soggetto solo, i Corsi di studio, e alle Scuole non rimanda mai. Nella pratica però i piani sono tre, e capire su quale sta la tua regola è il modo più rapido per sapere dove andare a cercarla.
Il piano normale è il corso, ed è quello di tutti e sette i documenti del punto 3. Qui c'è una confusione facile da fare, perché la Scuola di Ingegneria pubblica sul proprio sito i criteri di tutti i corsi che le stanno sotto, in una pagina sola con un PDF per ciascuno. Ospitarli non vuol dire averli decisi, e infatti il regolamento di Ingegneria biomedica è «approvato nel Consiglio Unico dei Corsi di studio dell'area biomedica del 03 marzo 2023», che è un consiglio di corsi e non la Scuola.
Il secondo piano è la Scuola, e il regolamento di ateneo non lo prevede. La Scuola di Economia e Management ha comunque approvato uno schema unico che vale per tutte le sue triennali, deliberato dal Consiglio della Scuola. Se studi lì, il documento che decide il tuo voto non l'ha scritto il tuo corso, ed è lo stesso di chi fa un'altra laurea nell'aula accanto.
Lo schema somma quattro componenti. La prima è il voto di presentazione, cioè la «media dei voti conseguiti nelle singole valutazioni di profitto (esami valutati in trentesimi) ponderati con i corrispondenti crediti formativi», trasformata in centodecimi senza che il documento dica con quale coefficiente, e aumentata di «1/3 di punto arrotondato al millesimo (0,333), per ogni lode conseguita», dove negli esami integrati fatti a moduli la lode conta «solo se conseguita in tutti i moduli». La seconda è la produttività in itinere, fino a 3 punti, e non guarda quando ti laurei ma quanti CFU hai messo insieme in ciascun anno solare, con «0 (zero) punti se ha maturato meno di 20 CFU; 0,5 (mezzo) punto se ha maturato tra 20 e 39 CFU; 1 (uno) punto se ha maturato 40 o più CFU». Quei punti però si prendono solo se ti laurei «entro il secondo anno fuori corso».
La terza componente è la rapidità, fino a 2 punti, con «2 (due) punti se il candidato sostiene la prova finale entro l'anno solare (31 dicembre) del III anno di iscrizione in regola» e un punto per chi ci arriva entro il 30 aprile successivo, e porta con sé una condizione in negativo, perché a chi si è immatricolato «per una abbreviazione di corso o per un recupero di carriera, non verranno riconosciuti punti per la rapidità». La quarta è la prova finale, da 1 a 3 punti, dove «1 (uno) = sufficiente, 2 (due) = buono, 3 (tre) = ottimo». Alla fine si arrotonda «all'intero più vicino», e «il voto massimo è 110/110», che è l'unico tetto scritto per esteso che abbiamo trovato in questo ateneo fuori dalla tabella di Ingegneria informatica. Per il solo corso in Sviluppo c'è un secondo tetto, perché produttività, rapidità e punteggio del tirocinio messi insieme «non potrà in ogni caso essere superiore a 5 (cinque) punti».
Tre condizioni insieme, e quella di mezzo si dimentica
La lode qui non arriva insieme al 110. «Può essere proposta dal docente-tutor quando lo studente che raggiunga il voto di 110 abbia anche conseguito un “voto di presentazione” […] pari o superiore a 104,500 e il suo elaborato per la prova finale sia valutato come degno del massimo punteggio», e poi «è assegnata su parere unanime della Commissione». Servono tutte e tre le condizioni, e quella centrale è una soglia sulla prima componente da sola, cioè sulla media con le lodi e senza i premi. Chi arriva a 110 grazie alla produttività e alla rapidità può ritrovarsi con la lode chiusa lo stesso. Ed è anche l'unico documento fra quelli letti in cui la proposta della lode non parte dalla commissione ma dal docente-tutor.
Fonte: Scuola di Economia e Management, «Modalità di svolgimento della prova finale delle lauree di I livello ex DM 270», approvate dal Consiglio della Scuola il 20 giugno 2017 con integrazione del 22 maggio 2018, economia.unifi.it (PDF). Letto il 30 agosto 2026. Ha data e organo ma nessun protocollo, sta in una cartella di allegati e non fra i regolamenti della Scuola, e all'articolo 3 chiama un corso con un nome che nell'offerta 2026/27 è cambiato.
Il terzo piano non è un piano, è il caso in cui la risposta sta in due documenti dentro lo stesso corso. Succede a Ingegneria informatica, dove la media la definisce la pagina del corso e il voto un PDF della Scuola, e nessuno dei due nomina l'altro. Se ne apri uno solo, la metà che ti manca non ti sembra mancante.
5. Come arrivare al documento che decide il tuo voto
Il percorso comincia sul sito dell'ateneo e finisce su un dominio che non è quello
dell'ateneo. Da unifi.it si passa da
«Studia con noi», poi «Cosa studiare», poi l'elenco delle lauree triennali e magistrali,
e da lì si atterra sul sito del tuo corso, che ha un indirizzo suo, del tipo
informatica.unifi.it o ing-inl.unifi.it. Dentro, la voce da
aprire è «Per laurearsi», oppure «Norme e regolamenti».
Se studi a Ingegneria c'è una scorciatoia che conviene conoscere, perché la Scuola tiene
una pagina sola con un PDF per ogni corso, triennali e magistrali, ordinamento per
ordinamento. Si arriva da ingegneria.unifi.it passando da «Il tuo percorso»
e poi «Per laurearsi», e la voce si chiama «Criteri per la determinazione del voto di
laurea». I file di cui parla il punto 3 stanno tutti lì.
Quello che non funziona è il contrario, cioè partire dalla pagina del tuo corso e aspettarsi di arrivare al file. Di sette corsi letti, solo Ingegneria elettronica linka il proprio PDF in modo diretto. Ingegneria informatica rimanda genericamente alla pagina della Scuola, dove i file intestati a lui sono due e quale valga non è scritto. Ingegneria meccanica ha perfino una voce di menu dedicata, «Calcolo del voto medio di Laurea», che dentro contiene una riga sola, «se volete scoprire come verrà calcolato il vostro voto di laurea potete cliccare su questo link», e il link è lo stesso rinvio generico di prima. A Economia il documento sta ancora altrove, perché la voce «Criteri di attribuzione del voto finale (Scuola di Economia e Management)» si apre dal sito del corso ma il PDF è ospitato sul dominio della Scuola.
Fonti: Scuola di Ingegneria, «Criteri per la determinazione del voto di laurea», ingegneria.unifi.it, «Calcolo del voto medio di Laurea», Corso di laurea in Ingegneria meccanica, ing-mel.unifi.it, e «Per laurearsi», Corso di laurea in Sviluppo sostenibile, cooperazione e gestione dei conflitti, seci-gc.unifi.it. Lette il 30 agosto 2026.
I nomi sotto cui quel documento si presenta, sui siti fiorentini, sono almeno dieci: «Criteri per la determinazione del voto di laurea», «Regolamento prova finale», «Criteri di attribuzione del voto finale», «Modalità di svolgimento della prova finale», «Regolamento per l'attribuzione del voto di laurea», «Algoritmo per il calcolo del voto di Laurea», «Norme prova finale - tesi di laurea», «Calcolo del voto medio di Laurea», «Per laurearsi», «Norme e regolamenti».
Una volta aperto, i numeri da cercare qui sono cinque, e uno non è ovvio. Con quale coefficiente la media diventa un numero in centodecimi. Se il voto della tesi si aggiunge alla fine o entra dentro la media, che è la domanda che sposta di più il risultato. Il massimo che può valere la prova finale. Se esiste un premio per chi finisce in corso e entro quale sessione scade. E a quale soglia scatta la lode, tenendo presente che l'unanimità della commissione te la mette comunque l'ateneo.
Il Manifesto degli studi e il sito centrale, per il motivo del punto 1, puoi saltarli. Se il tuo corso pubblica un PDF, scaricalo e tienilo da parte, perché su questi siti i file cambiano cartella senza lasciare un rimando dietro di sé. La guida ai regolamenti spiega quale documento vince quando te ne ritrovi in mano due che si contraddicono, ed è una situazione che qui capita per davvero, come racconta il punto qui sotto.
6. I file sbagliati che trovi per primi
Cercando questi documenti capita spesso di trovarne due, e il guaio è che quello sbagliato è plausibile quanto quello giusto, ha un titolo quasi identico e sta a un centimetro da lui. Questi sono i cinque in cui siamo inciampati.
I due regolamenti di Informatica. Nella stessa voce «Per laurearsi» convivono due regolamenti della prova finale, e i titoli si distinguono per due caratteri, «Classe L31» e «Classe 26». Il secondo è del D.M. 509/99, cioè di un ordinamento che non c'è più, e ha la stessa struttura in quattro sezioni e lo stesso incipit. I numeri però sono altri: la lode vale «0.1 per ogni lode» invece che ogni 3 CFU, la tesi arriva a 7 punti invece che a 8, compare mezzo punto per la prova di inglese superata sopra il 79 per cento, e il bonus di ammissione da 6, 4 e 2 punti non c'è. Chi apre quello si costruisce un conto interamente coerente e interamente falso.
I due file di Ingegneria informatica. Sulla pagina dei criteri della Scuola di Ingegneria i PDF intestati a questo corso sono due, pubblicati uno accanto all'altro, senza data e senza un avviso che dica quale è superato. Uno vale dalle sessioni di luglio 2026, l'altro è del 2012, e sul punto discrezionale si contraddicono. A distinguerli c'è solo l'etichetta del link, e quella da aprire dice «a partire dalla sessione di luglio 2026».
Il secondo sito della Scuola di Ingegneria. Da Google si finisce anche
su un mirror con lo stesso indirizzo preceduto da nuovosito. Ha le stesse
pagine ma un elenco più vecchio, e su quel dominio i criteri vigenti di Ingegneria
informatica non ci sono, mentre per Ingegneria biomedica non c'è niente del tutto. Il
dominio buono è www.ingegneria.unifi.it, senza prefissi davanti.
Il regolamento della Scuola di Psicologia. Sembra rispondere alla domanda, perché parla di centodecimi, di 66 come minimo e perfino di media ponderata sui CFU. È del dicembre 2003, riguarda un corso che non esiste più, cita il regolamento di ateneo a un articolo che oggi ne è un altro, e nomina Facoltà, Presidi e Commissioni di Facoltà, cioè organi che a Firenze sono stati sostituiti dalle Scuole. Se il documento che hai in mano parla di Presidi, hai già finito di leggerlo.
Il link vuoto di Economia. Sulla pagina «Per laurearsi» del corso, il link buono ha accanto un'ancora dal testo vuoto che porta a una versione del 2014 dello stesso schema, con punteggi suoi. Un clic un pixel più in alto e scarichi quella. La prima cosa da guardare dopo aver aperto il PDF è l'intestazione, e quello valido porta l'integrazione del 22 maggio 2018.
Fonte per i due file gemelli e per il dominio giusto: Scuola di Ingegneria, «Criteri per la determinazione del voto di laurea», ingegneria.unifi.it, pagina aggiornata al 14 luglio 2026. Letta il 30 agosto 2026.
7. Come tirare fuori i tuoi esami da GCS
Il portale si chiama GCS, che sta per Applicativo Gestione Carriera Studente, e sotto è un Esse3 come quello di mezza Italia. Si entra da studenti.unifi.it «con le credenziali, con SPID oppure con CIE».
La lista che ti serve la stampi da solo, senza passare dalla segreteria. Dentro GCS apri il menu con le tre lineette in alto a destra, vai su Segreteria, poi su Certificati, e scegli «Autocertificazione Iscrizione con Esami Superati». Se hai fatto un passaggio di corso o un trasferimento prendi invece «Autocertificazione Storico Iscrizioni ed Esami Superati», che si porta dietro anche la carriera di prima.
Vale la pena sapere che la pagina pubblica dei certificati, quella su unifi.it, non nomina né l'una né l'altra. Elenca cinque certificati stampabili senza richiesta alla segreteria, mentre dentro il portale le voci stampabili sono dieci, comprese le due che servono a un laureando. Elenca anche una voce chiamata «Iscrizione con esami e date», che però va richiesta alla segreteria e che con quel nome dentro GCS non compare, quindi la voce giusta conviene cercarla nel portale e non nella pagina che lo descrive.
Fonti: Università degli Studi di Firenze, «Servizi online, studenti iscritti», unifi.it, e «Moduli e certificati», unifi.it. Lette il 30 agosto 2026.
Dentro GCS c'è anche il libretto, sotto la consultazione dei dati studente, e «mostra l'elenco degli esami sostenuti e sostenibili in base al piano di studio». Sostenibili vuol dire che dentro ci sono pure gli esami che non hai ancora dato, quindi per copiare voti e CFU l'autocertificazione resta più pulita.
Quella lista la incolli in LibrettoUni senza ripulirla: il parser separa le righe, capisce quale numero è il voto e quale i CFU, e ti mette tutto davanti prima di salvare. La guida all'esportazione da Esse3 vale qui parola per parola, visto che GCS è Esse3. Una cosa che a Firenze funziona anche senza login è la bacheca degli appelli, che sta su studenti.unifi.it ad accesso libero, quindi per guardare le date non serve nemmeno ricordarsi la password.
8. Quanto puoi fidarti di questa pagina
Sette documenti, in un ateneo che di corsi di studio ne contava 148 nel 2025/26 e li distribuisce fra 21 dipartimenti e 10 Scuole, non sono un campione. Li abbiamo scelti per farti vedere quanto la regola può allontanarsi da un corso all'altro anche quando i corsi sono vicinissimi. Il tuo conto, quello vero, sta nel documento del tuo corso.
Fonti dei numeri di ateneo: Università degli Studi di Firenze, «Immatricolazioni anno accademico 2025/2026», unifi.it, e «Manifesto degli Studi», a.a. 2026/2027, unifi.it (PDF). Letti il 30 agosto 2026.
E i regolamenti si muovono. Un consiglio di corso rivede i criteri e li applica dalla sessione dopo, come è appena successo a Ingegneria informatica, che a luglio ha cambiato metodo mentre qualcuno stava già rifacendo i conti per la sessione; una Scuola rifà il sito e i PDF cambiano cartella senza lasciare detto dove sono andati. Per questo ogni numero che leggi qui sta attaccato al documento da cui viene, con il link e il giorno in cui l'abbiamo aperto, così la riga da ricontrollare ce l'hai già accanto alla riga che ti interessa.
Le cose che non trovi in questa pagina sono di due tipi. Le prime sono i documenti che non abbiamo aperto, e ce n'è uno solo, la versione 2014 dello schema di Economia, che al punto 6 sta come avvertenza e non come regola. Le seconde sono i silenzi dei regolamenti, e qui sono parecchi. Se le idoneità entrino nella media non lo dice nessuno dei sette. Il coefficiente della conversione non lo scrivono in tre. Quanto valga un 30 e lode dentro la media non lo scrivono in sei. Un tetto non lo pone nessuno tranne uno. E a Informatica c'è scritto che si arrotonda «a intero» senza dire in quale direzione, che su un voto di laurea è la differenza fra 109 e 110. Quei buchi non li riempiamo, perché dove un regolamento tace decide chi ha in mano il tuo caso, cioè il consiglio di corso o la commissione.
Quello che conviene imparare, allora, è il percorso del punto 5. Del conto di quest'anno non ti puoi fidare per sempre, ma il posto in cui il tuo corso o la tua Scuola lo pubblicano non si sposta, ed è sempre uno di quei dieci nomi.
Se il numero ti serve per decidere
Rifiutare un voto, puntare alla lode, rimandare la discussione di una sessione: prima di scegliere una di queste, il documento del tuo corso va aperto sulla riga giusta. Quale sia quella riga e dove stia te lo dice questa pagina, il numero te lo dice lui. Se invece vuoi solo rifare il conto con numeri tuoi, il calcolatore del voto di laurea ti lascia impostare base, punti del corso e prova finale come vuoi.
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