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«Guarda il regolamento del tuo corso»: ma quale, e dove?

Chiedi quanto vale una lode nella tua media e la risposta è sempre la stessa: dipende, guarda il regolamento del tuo corso. Poi apri il sito dell'ateneo, trovi un PDF da settanta pagine intitolato «Regolamento didattico di Ateneo», cerchi la parola lode e trovi due occorrenze, nessuna delle quali dice quanto vale.

Non stai cercando male: stai leggendo il documento sbagliato. Le righe che spostano il tuo numero — quanto pesa una lode, cosa resta fuori dalla media, quanti punti può mettere la commissione — quasi mai stanno nel regolamento di ateneo: stanno nel regolamento didattico del tuo corso di studio, o in un documento separato sulla prova finale, nella versione dell'anno in cui ti sei immatricolato.

1. Non c'è un regolamento, ce ne sono almeno quattro

Il regolamento didattico di ateneo e il regolamento didattico del corso di studio sono due documenti diversi anche per la legge: il DM 270/2004 li definisce separatamente, rimandando a due commi distinti dell'articolo 11 della legge 341/1990. Il primo vale per tutti i corsi dell'università, il secondo solo per il tuo.

Nel regolamento di ateneo trovi le regole generali: cos'è un CFU, qual è il voto minimo per superare un esame, quanti appelli ti spettano in un anno, come si compone una commissione. Roba vera, ma quasi mai la tua risposta.

Nel regolamento del corso di studio trovi il piano, le propedeuticità, le modalità d'esame e, se sei fortunato, l'articolo sulla prova finale.

Poi ci sono due documenti che spesso nessuno ti nomina. Uno è il regolamento della prova finale — a volte si chiama «criteri per l'attribuzione del voto di laurea» e lo pubblica il dipartimento o il singolo corso: è lì che la formula sta scritta per esteso, con le tabelle. L'altro è il manifesto degli studi, che è annuale e cambia parecchio da ateneo ad ateneo: da qualche parte è un documento amministrativo — scadenze, tasse, immatricolazioni — e da qualche altra è proprio lui a portare il piano didattico. Alla Statale di Milano il manifesto definisce requisiti di accesso, insegnamenti attivati con i loro CFU e propedeuticità, e lo stesso corso nello stesso anno può averne più d'uno, uno per coorte. Quello che il manifesto quasi mai contiene è la formula del voto.

Se stai cercando un numero e non un principio, parti dal regolamento della prova finale.

2. La versione giusta è quella del tuo anno, non di quest'anno

Un regolamento non è un documento, è una serie: ne esce una versione per anno accademico. Quella che vale per te è la versione dell'anno in cui ti sei immatricolato — la tua coorte — non quella pubblicata adesso.

Milano-Bicocca lo scrive esplicitamente nelle pagine dei corsi: il regolamento definito in un dato anno si applica alla coorte immatricolata in quell'anno, e ci si deve riferire a quello per tutta la durata del percorso. La Politecnica delle Marche dice la stessa cosa in altre parole: i regolamenti dei corsi si aggiornano ogni anno e valgono per una singola coorte.

Si vede anche dai documenti stessi. Il file con cui Giurisprudenza a Pisa spiega il calcolo della media si intitola, letteralmente, «per gli studenti immatricolati dall'a.a. 2014/2015». La pagina di Informatica, nella stessa università, porta due regole di calcolo affiancate: una per la classe L-31 e una per la vecchia classe 26. Stesso corso, stesso sito, due matematiche diverse a seconda di quando sei entrato.

Pro tip

Se sei arrivato per trasferimento, passaggio o abbreviazione di carriera, il tuo anno di regolamento può essere più vecchio del tuo anno di immatricolazione. Nei gestionali di carriera è un campo a sé, e proprio in questi casi l'eccezione è frequente. Prima di scaricare il PDF, controlla sul portale a quale anno di regolamento sei associato.

3. Come si cerca, in pratica

Parti dal sito del corso, non da quello dell'ateneo. La voce che ti serve si chiama quasi sempre «Regolamenti», «Regolamenti e delibere», «Prova finale» o «Laurearsi», e sta nel menù del corso o del dipartimento.

Se non la trovi, cerca il nome esatto del corso più l'anno: «regolamento didattico [nome del corso] [ateneo] 2023/2024». Per la formula del voto funziona meglio «regole di calcolo voto laurea [ateneo] [corso]», perché intercetta anche i PDF che non si chiamano regolamento.

Quando hai aperto il file, non leggerlo. Usa Ctrl+F, o il tasto cerca del browser se sei da telefono, su cinque parole:

Se il PDF è una scansione, Ctrl+F non trova niente: in quel caso vai all'indice e cerca il capo sulle verifiche di profitto e la prova finale.

4. Le quattro righe che cambiano davvero il tuo numero

Quanto vale la lode nella media. Ufficialmente il 30 e lode vale 30 — la lode è una menzione, non un voto più alto — ma i regolamenti fanno diversamente tra loro. Giurisprudenza a Pisa conta il 30 e lode come 31. Informatica, stessa università, lo conta 32/30. Ingegneria dell'Informazione a Padova nella media non gli dà niente in più — l'esame entra con il suo 30 — e paga le lodi a parte, con una tabella a fasce sui CFU lodati, dove 6–12 CFU valgono mezzo punto in centodecimi e oltre 24 ne valgono 2.

È il motivo per cui in LibrettoUni il valore della lode è un'impostazione e non una costante: in Impostazioni → Calcolo della media, «Valore della lode» accetta 30, 31, 32 o 33, e il testo di aiuto lì accanto dice esattamente quello che ti dicono tutti — controlla il regolamento del tuo corso. Questa pagina serve a sapere quale. Cosa cambia in media a seconda del numero che ci metti è il conto che fa la guida sulle lodi.

Cosa cambia in pratica. Prendi una carriera da 120 CFU che, con la lode contata 30, fa media 27,50, e mettici tre esami con lode da 9 CFU l'uno: 27 CFU lodati. La sommatoria dei prodotti voto × CFU è 3.300. Con la lode a 31 sale di un punto per ogni CFU lodato, quindi di 27, e diventa 3.327: media 27,73. Con la lode a 32 sale di 54 e diventa 3.354: media 27,95.

Poi la media si porta in centodecimi:

voto base = media ÷ 30 × 110

Il 110 è la base quasi ovunque, ma è un dato del tuo corso e non una costante — è una delle righe da cercare, e la guida sulla conversione spiega cos'altro cambia in questo passaggio. Con base 110, il 27,50 di partenza fa 100,83 e il 27,95 fa 102,48. Il caso di mezzo va fatto sulla media intera e non su quella stampata: 27,725 dà 101,66, mentre ripartire dal 27,73 che leggi darebbe 101,68. Arrotondati: 101 nel primo caso, 102 negli altri due.

Con la tabella padovana, invece, la media resterebbe 27,50 e il voto base 101, e le tre lodi entrerebbero da una voce separata che in quella fascia vale 2 punti. Stessa identica carriera, tre strade diverse per arrivare al voto. Il regolamento però ti dice quanto pesa un voto, non se ti conviene tenerlo: quella è una decisione che si prende con i numeri davanti.

Cosa resta fuori. Le idoneità danno CFU ma non un voto, e stanno fuori dalla media da entrambe le parti della frazione. Oltre a quelle, però, i regolamenti aggiungono esclusioni che non ti aspetti: a Giurisprudenza a Pisa restano fuori anche i soprannumerari e gli esami a scelta sostenuti presso altri dipartimenti. Il documento di Lingue e Letterature, sempre a Pisa, arriva a mettere una nota per precisare che non si elimina né il voto più alto né il più basso — segno che qualcuno se lo aspettava.

Le idoneità l'app le tiene fuori da sola. Le altre due esclusioni no, perché sono regole del tuo corso e nessun software le può indovinare: per un soprannumerario o per un esame preso in un altro dipartimento c'è un interruttore sul singolo insegnamento — «escluso per tua scelta», con i CFU che restano validi e la media che si ricalcola subito.

Come si arrotonda. Non è la stessa operazione ovunque, e nemmeno con la stessa soglia. Il documento di Giurisprudenza a Pisa porta il voto di partenza all'intero, all'insù «per i decimali maggiori o uguali a 0,50». Il regolamento attuativo della prova finale di Giurisprudenza alla Federico II normalizza invece «ai due decimali per eccesso (da 0,51) o per difetto (fino a 0,50)». Su una media che cade esattamente a 98,50 la prima regola dà 99 e la seconda no: stessa carriera, due punti di partenza diversi, per un centesimo di differenza nella soglia.

Quando è un decimale a decidere un punto, conviene vederlo. Nell'app il conto resta scritto per esteso — voto base, arrotondato, i bonus uno per uno, proiezione — così il passaggio in cui il punto si perde o si guadagna non sparisce dentro un numero solo.

I punti bonus. Qui l'idea che ci sia una regola nazionale è proprio da abbandonare. A Ingegneria dell'Informazione a Padova il bonus per la durata non è un «+2 se sei in corso»: è una tabella a doppia entrata tra il quintile in cui cade la tua media e gli anni che ci hai messo, e vale da 0 a 4,5 punti. Altrove è un +2 secco. Se hai in testa un numero sentito da qualcuno, questo è il punto in cui va verificato.

Anche qui l'app non decide per te: i bonus sono valori che scrivi tu — «Entro la durata legale del corso», il premio di merito con la sua soglia, i punti per ogni lode, il periodo di studio all'estero — e la base del voto di laurea è un campo del profilo, non un 110 scritto nel codice. Se il tuo corso usa una tabella come quella padovana, leggi la tua riga e scrivi quel numero: una tabella a doppia entrata in un campo solo ci entra così, e sapendo che va rifatta se la media si sposta di parecchio.

Trovate le tue regole, mettile una volta sola → apri LibrettoUni

5. Quando il regolamento non risponde

Capita che l'articolo non ci sia, o che dica soltanto che la commissione valuta il curriculum complessivo. Non è un errore tuo: parte della decisione è discrezionale per costruzione, e il documento si ferma lì.

Come si risolve

Scrivi al manager didattico o alla segreteria didattica del corso, non alla segreteria studenti che gestisce la carriera amministrativa. E fai una domanda a cui si può rispondere con un riferimento: non «quanto vale la mia lode», ma «per la coorte 2023/24, quale documento stabilisce il peso della lode nel calcolo della media di laurea?». Il numero lo ricavi da solo, il riferimento no.

Se invece quello che leggi nel regolamento non torna con quello che vedi sul portale, la domanda non è chi dei due ha ragione: stanno misurando cose diverse, e le cause tipiche sono poche e riconoscibili una per una — perché la media del portale è diversa dalla tua.

Come trovare la tua regola in cinque minuti

  1. Controlla sul portale a quale anno di regolamento sei associato: non sempre coincide con l'anno di immatricolazione.
  2. Apri il sito del corso, non dell'ateneo, e cerca la voce Regolamenti, Prova finale o Laurearsi.
  3. Scarica la versione con quell'anno accademico. Se online ci sono solo le ultime due, cerca l'archivio o chiedila.
  4. Ctrl+F: lode, idoneità, numerari, arrotond, durata.
  5. Se la formula non c'è, cerca un documento separato: regolamento della prova finale, criteri per l'attribuzione del voto di laurea.
  6. Se non esiste nemmeno quello, scrivi al manager didattico e chiedi l'articolo di riferimento.
  7. Salva il PDF con l'anno nel nome. È il documento che citerai il giorno in cui serve.

Quando sai quanto pesa una lode nel tuo corso, cosa resta fuori dalla media e quanti punti può mettere la commissione, hai in mano tutti i pezzi per la domanda che conta davvero, che non è quanto hai adesso ma dove puoi ancora arrivare. Quella si risponde al contrario: parti dal voto che vuoi e torni indietro sui CFU che ti restano, ed è il conto che trovi in che media ti serve negli esami che mancano.

Cos'è LibrettoUni

Un libretto universitario gratuito, privacy-first e senza login. Gli esami si incollano una volta — la tabella del portale così com'è — e da lì in poi il conto è tuo: media ponderata sui CFU mentre scrivi, CFU acquisiti, proiezione del voto di laurea in centodecimi.

Le righe che hai appena cercato nel regolamento qui sono impostazioni: quanto vale la lode, se la media è ponderata o aritmetica, quali esami restano fuori dal conto, la base del voto di laurea e i punti bonus, con i valori che scrivi tu. E ogni numero resta ispezionabile — il voto base prima e dopo l'arrotondamento, i bonus elencati uno per uno — perché una regola che hai dovuto cercare per mezz'ora merita di restare visibile. Niente pubblicità e nessuna password dell'università: i dati restano sul tuo dispositivo, non abbiamo un server che possa leggerli.

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