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Media e voto di laurea all'Università di Pisa

A Pisa il regolamento di ateneo mette un pavimento sotto il voto di laurea. I criteri che il tuo corso aggiunge non possono portarti sotto la media dei tuoi esami «riportata in centodecimi», e l'articolo 25 che lo stabilisce fissa anche la scala su 110, il tetto a 110 e la lode che passa solo all'unanimità. Con quale coefficiente si arrivi a quei centodecimi lo stesso articolo non lo dice, e a scriverlo è il documento del tuo corso, che il punto 5 dice dove cercare. Le tre lauree triennali aperte qui sotto stanno tutte al Dipartimento di Ingegneria dell'informazione e sono della stessa classe, e la media la trasformano in tre modi che non si somigliano. Quei documenti sono spesso intestati a una coorte, e per due dei tre corsi la versione 2026/27 non l'abbiamo trovata.

Documenti dell'Università di Pisa letti il 5 settembre 2026. Sotto ogni gruppo di regole trovi il documento da cui viene, con il link e la data. Alcuni di quelli qui sotto sono già in attesa della loro versione nuova. Se una tua decisione dipende da un numero di questa pagina, apri la fonte e ricontrolla.

Il calcolatore ha bisogno di JavaScript, che ora è disattivato. I passaggi qui sotto spiegano lo stesso conto, da fare a mano.
Calcolatore del voto di laurea

I due campi dei punti partono da zero perché a Pisa nessun punto lo fissa l'ateneo. Nemmeno il coefficiente della conversione, e il punto 2 dice quale abbiamo messo qui e quali usano invece i corsi.

La media qui la scrivi a mano: nell'app si aggiorna da sola a ogni esame, con le regole del tuo corso salvate una volta sola → apri LibrettoUni

1. Il pavimento che l'articolo 25 mette sotto il tuo voto

Il regolamento didattico di ateneo dedica al voto di laurea l'articolo 25, che comincia dicendo di cosa quel voto è fatto. Sono tre cose che la commissione deve tenere insieme: il giudizio sulla prova finale, il curriculum e la media dei voti degli esami pesata sui crediti. Poi al comma 4 succede una cosa che nei regolamenti capita di rado, e cioè che una riga si mette dalla parte tua. La reazione normale è rileggerla due volte per capire dove sia la fregatura. Gli ulteriori criteri di valutazione che il tuo corso si dà non possono produrre un punteggio inferiore alla media dei tuoi esami «riportata in centodecimi».

Lo stesso articolo mette anche il tetto, perché la votazione massima è 110 e la lode si aggiunge soltanto a quel risultato, con la commissione unanime. Darla resta una facoltà della commissione, e chi debba proporla il regolamento non lo scrive. La commissione la nomina il Direttore del Dipartimento su proposta del Presidente del corso di studio, e per una laurea triennale ha almeno 3 membri e al massimo 11, con la maggioranza fatta di professori e ricercatori dell'ateneo.

Tutto il resto è del tuo corso, e anche questo lo dice l'ateneo. L'articolo 15 stabilisce che è il regolamento del corso di studio a determinare le modalità del voto di laurea, e ci mette sopra una procedura. Anche quando la trovi appesa a una pagina qualsiasi del sito del corso, la formula che ti riguarda ha una firma, perché una modifica al modo in cui un corso determina il voto finale passa dal Senato accademico, dopo il parere del Consiglio di amministrazione.

Fonte: Università di Pisa, «Regolamento didattico d'Ateneo», art. 15 commi 3 e 5 e art. 25 commi 1–4, nella versione che incorpora le modifiche fino al D.R. 1232/2025 del 15 settembre 2025, unipi.it (PDF), raggiunto dall'indice «Didattica e diritto allo studio», unipi.it. Letti il 5 settembre 2026.

2. Quanto sia alto quel pavimento non lo scrive nessuno

Di tutto l'articolo 25, il calcolatore qui sopra può prendere una cosa sola così com'è, ed è il 110 nel campo della base. I due campi dei punti restano a zero perché a livello di ateneo di punti non ce ne sono, e l'articolo si limita a permettere al tuo corso di darseli. Per il passo dalla media al numero grande facciamo così:

media = Σ (voto × CFU) ÷ Σ CFU
media in centodecimi = media × 110 ÷ 30

Questa è la convenzione del calcolatore, non una regola dell'Università di Pisa. L'articolo 25 obbliga a riportare la media in centodecimi e non dice con quale coefficiente. È il tipo di frase che ti fa scorrere il PDF ancora per due pagine, convinto che il numero arrivi più avanti. Arriva davvero più avanti, ma in un altro documento, e cambia da corso a corso.

Due dei tre corsi che abbiamo letto convertono in un altro modo. Ingegneria informatica moltiplica la media per 3 e aggiunge 18, la linea guida di Ingegneria elettronica moltiplica per 4 e aggiunge 2, e il terzo la sua conversione ce l'ha scritta in un documento che non si capisce se valga ancora per lui.

Il nostro × 110 ÷ 30 e il × 3 + 18 di Informatica danno esattamente lo stesso numero a media 27, che è 99 per tutti e due, e da lì in poi si separano nelle due direzioni. A media 30 noi diciamo 110 e la loro formula 108, a media 24 noi diciamo 88 e loro 90. Con la linea guida di Elettronica la distanza cambia ordine di grandezza, perché a media 27,5 il calcolatore qui sopra scrive 101 e quella formula arriva a 112, e va detto subito che la media di Elettronica comprende anche il voto della prova finale.

Poi c'è la questione di dove finisca il voto della prova finale, e a Pisa non è un dettaglio. Il calcolatore lo somma alla fine, sopra la media già convertita, che è quello che fa Informatica. Biomedica ed Elettronica lo trattano come un voto in trentesimi che entra nella media pesata insieme agli esami, e convertono solo dopo. Per chi studia lì il campo «Punti della prova finale» non ha un valore giusto, perché quel voto agisce prima della conversione, e le tre formule per esteso stanno al punto 3.

A cosa serve comunque il numero qui sopra

A Pisa quel numero non è solo una nostra abitudine, perché è la lettura più comune di una garanzia che l'articolo 25 dà davvero. Il tuo corso può aggiungere punti, premi e soglie, e non può lasciarti sotto la tua media riportata in centodecimi. Quanto sia alta quella riga dipende dal coefficiente, che l'ateneo non pubblica, quindi leggilo come l'ordine di grandezza del minimo che ti spetta e tieni il voto di laurea per quando avrai in mano il documento del tuo corso. Per rifare il conto con lo schema di punti di quel documento, il calcolatore del voto di laurea accetta qualunque combinazione tu gli dia.

3. Cosa fanno della tua media tre corsi dello stesso dipartimento

Le tre lauree qui sotto sono triennali del Dipartimento di Ingegneria dell'informazione e appartengono tutte alla classe L-8 R, e hanno quindi in comune il ciclo, la classe e la struttura che le governa. Su una parte del conto vanno d'accordo, e non per somiglianza, perché la scheda SUA di Elettronica dichiara che tutti i corsi del dipartimento pesano la media sui crediti, contano un 30 e lode come 33 e chiedono una media di almeno 27 per il 110 e di almeno 28 per la lode. A dividerli è l'operazione con cui da quella media si arriva a un voto.

Ingegneria informatica. Il voto si ottiene moltiplicando per 3 la media pesata sui crediti, aggiungendo 18 e poi il punteggio della commissione, che il regolamento chiama C e ferma a 10. Nella media un 30 e lode conta 33. Chi si laurea entro la durata normale del corso si vede togliere dalla media il contributo del singolo esame più svantaggioso, e quello è tutto il premio per la carriera, perché qui agisce sulla media invece che sul voto. La prova finale vale 3 CFU. Per arrivare a 110 il regolamento chiede una media di almeno 27 e per la lode di almeno 28, oltre alle condizioni di ateneo. Dove cada l'arrotondamento non lo dice.

Quei dieci punti sono tanti e la tentazione è leggerli come il voto della tesi. Il regolamento però li fa assegnare guardando il giudizio del relatore e il curriculum, e una parte l'hai già giocata negli anni scorsi senza saperlo. C'è poi una cosa che le due soglie e la formula dicono soltanto quando le si mette insieme. Con una media esatta di 27 la formula dà 99 e, anche con tutti e dieci i punti della commissione, si ferma a 109. Per toccare 110 la media deve stare sopra 27,33, e siccome l'arrotondamento non è scritto, proprio sul bordo decide chi fa il conto. Se ti laurei in corso la media che entra nel conto è già quella ripulita dall'esame più svantaggioso, quindi può stare più in alto di quella che leggi sul libretto.

Il regolamento è intestato alla coorte 2025/26

Questa formula sta nel regolamento della coorte immatricolata nel 2025/26, e la stessa formula compare oggi sulla pagina «Prova finale» del corso, che di coorti non ne nomina nessuna. Per gli immatricolati 2026/27 non abbiamo trovato un regolamento con questi numeri, né sul sito del corso né su quello del dipartimento, mentre il catalogo di ateneo pubblica già il loro piano di studi. Se sei di quella coorte, il numero qui sopra è quello più aggiornato che il corso pubblichi, e prima di farci dei conti importanti conviene farselo confermare dal corso.

Fonti: Università di Pisa, «Regolamento didattico IFOR-L 2025/26», frontespizio e «Modalità di svolgimento della prova finale», pp. 8–9, computer.ing.unipi.it (PDF), l'indice «Regolamenti», computer.ing.unipi.it, la pagina «Prova finale», computer.ing.unipi.it, e la scheda del corso con il piano 2026/27, unipi.it. Letti il 5 settembre 2026.

Ingegneria biomedica. Qui la prova finale non porta punti da sommare. Vale 3 CFU, prende un voto in trentesimi e con quel peso entra nella media pesata, che viene aggiornata; il voto lo decidono le risposte durante l'esposizione e il giudizio del docente che ha seguito la tesi. Anche qui un 30 e lode vale 33, e per il 110 serve una media di almeno 27, per la lode di almeno 28. Come quella media aggiornata diventi un numero in centodecimi il regolamento della coorte 2026/27 non lo scrive, e nemmeno dove si arrotondi.

Un coefficiente comunque c'è, solo che sta altrove. La pagina ufficiale «Come richiedere la tesi» rimanda alle linee guida della triennale D.M. 270, e lì il conto è scritto per intero. M è la media aggiornata con il voto della prova finale:

M = (media × CFU + voto della prova finale × 3) ÷ (CFU + 3)
voto = M × 110 ÷ 27,17
CFU = 180 − 3 di tesi − 3 del test di inglese = 174

Il risultato si arrotonda all'intero più vicino. Quel divisore 27,17 equivale a moltiplicare la media per circa 4,05, e sta molto più vicino al × 4 di Elettronica che al × 3,67 con cui lavora il calcolatore qui sopra.

Perché questo coefficiente non te lo diamo per tuo

Le linee guida D.M. 270 sono ancora collegate dalla pagina della tesi, quindi sono correnti nel senso che il corso te le mette davanti oggi. Quello che non siamo riusciti a dimostrare è che valgano per la classe L-8 R, l'ordinamento su cui il corso immatricola adesso. Il regolamento della coorte 2026/27 quel coefficiente non lo ripete, e le linee guida la classe non la nominano. La continuità fra il vecchio ordinamento e il nuovo è plausibile e non è documentata, e per una decisione che conta il numero va chiesto al corso.

Sullo stesso dominio ufficiale sta ancora anche un documento più vecchio. Parla di «Facoltà», tiene dentro sia il D.M. 509 sia il D.M. 270, porta due divisori diversi, 27,227 e 27,17, e assegna alla tesi e alla prova finale carichi diversi da quelli di oggi. Se lo apri per primo ti ritrovi con una formula che funziona benissimo per un ordinamento in cui non sei iscritto.

Fonti: Università di Pisa, «Regolamento didattico IBMR-L 2026/27», frontespizio e «Modalità di svolgimento della prova finale», p. 11, biomedica.ing.unipi.it (PDF), l'indice delle versioni, biomedica.ing.unipi.it, la pagina «Come richiedere la tesi», biomedica.ing.unipi.it, le «Linee Guida_Triennale DM 270», p. 2, biomedica.ing.unipi.it (PDF), e il documento più vecchio citato qui sopra, biomedica.ing.unipi.it (PDF). Letti il 5 settembre 2026.

Ingegneria elettronica. Il documento che il sito del corso pubblica sotto «Regolamento e istruzioni per la prova finale» calcola il voto come 2 più 4 volte la media, dove la media è pesata sui crediti e comprende tutte le attività con un voto in trentesimi, prova finale inclusa. Un 30 e lode vale 33 e il risultato si arrotonda all'intero più vicino. Da 110 in su, se la media dei soli esami di profitto arriva a 27, la linea guida assegna il 110. Da 113 in su, con la media dei soli esami ad almeno 28 e il voto della prova finale ad almeno 27, indica il 110 e lode. Quei 113 restano un valore del conto grezzo, cioè una soglia che apre la porta alla lode, mentre il massimo che si può scrivere resta 110 e l'unanimità della commissione serve comunque.

Tradotte in media, quelle due soglie sono 27 esatti per il 110 e 27,75 per la lode. Quella media comprende però anche il voto della prova finale, quindi non è il numero che leggi oggi sul libretto, e per la lode il documento chiede in più che la media dei soli esami arrivi a 28.

Questa formula il corso non la chiama regola

Il documento dice di sé che i criteri di calcolo sono adottati in modo informale e che sono linee guida a cui la commissione può decidere di uniformarsi. Porta la versione del 28 luglio 2025 ed è quello che il sito del corso collega oggi, quindi è l'istruzione corrente, ma non è un regolamento di coorte, e nella pagina della qualità del dipartimento l'ultima scheda SUA di Elettronica è quella del 2025. È onesto, e ti lascia comunque senza un numero da opporre.

Fonti: Università di Pisa, «Regolamento per la prova finale di Laurea», versione 2025-07-28, p. 1, ing-ele.ing.unipi.it (PDF), collegato dalla pagina «Informazioni sulla Laurea triennale», ing-ele.ing.unipi.it; «SUA-CdS 2025 Ingegneria Elettronica», quadro A5.b, p. 14, dii.unipi.it (PDF), e la «Pagina della Qualità – Didattica – Lauree Triennali», dii.unipi.it. Letti il 5 settembre 2026.

4. Il dipartimento si è messo d'accordo fuori dai regolamenti

La delega dell'articolo 15 arriva al corso di studio, e a Pisa è lì che finisce. Nel Dipartimento di Ingegneria dell'informazione, però, una parte del conto è stata armonizzata un piano più su, e il posto in cui la trovi scritta è insolito. La scheda SUA-CdS 2025 di Ingegneria elettronica dichiara che tutti i corsi di studio del dipartimento adottano gli stessi criteri su media pesata, valore delle lodi e soglie per il 110 e per la lode.

Una scheda SUA-CdS è il modulo che ogni corso compila per l'accreditamento, e non è il file che apri per sapere quanto vale la tua tesi. È però il posto in cui sta scritto perché due lauree dello stesso dipartimento ti danno lo stesso 33 per il 30 e lode, e quella parte della regola resta documentata anche quando non la trovi nel regolamento che stai leggendo.

Quello che il piano intermedio non armonizza è l'operazione. Gli ingredienti sono gli stessi in tutti e tre i corsi del punto 3, e il modo di combinarli no: uno tiene la prova finale fuori dalla media, moltiplica per 3 e aggiunge 18; uno la mette dentro la media e il coefficiente non lo scrive; uno la mette dentro e poi moltiplica per 4 e aggiunge 2. Sopra e sotto quel piano la catena è l'ateneo per la scala e per il pavimento, il dipartimento per gli ingredienti, il corso per la formula, e il Senato accademico quando quella formula cambia.

Fonti: Università di Pisa, «SUA-CdS 2025 Ingegneria Elettronica», quadro A5.b, p. 14, dii.unipi.it (PDF), e «Regolamento didattico d'Ateneo», art. 15 commi 3 e 5, unipi.it (PDF). Letti il 5 settembre 2026.

5. Il documento che ti riguarda non sta su unipi.it

Il sito dell'ateneo ti dà il regolamento generale e la scheda del corso, e la formula non ce l'ha, per nessuno degli oltre 150 corsi di studio dell'offerta 2026/27. A Ingegneria ogni corso pubblica per conto suo, su un sottodominio diverso, e il percorso è questo.

  1. Apri il catalogo dei corsi su unipi.it e cerca il tuo. La scheda ti dà la classe di laurea, il dipartimento e il piano di studi dell'anno, e la classe è quella che ti serve di più, perché cambia quando l'ateneo rifà un ordinamento.
  2. Da lì vai sul sito del corso o del dipartimento. I tre del punto 3 stanno su computer.ing.unipi.it, biomedica.ing.unipi.it e ing-ele.ing.unipi.it, e quella che a Informatica è la voce «Regolamenti» a Elettronica sta sotto «come fare per».
  3. Cerca la voce giusta, che da un corso all'altro cambia nome. Quelle che abbiamo trovato sono «Modalità di svolgimento della prova finale», «Regolamento per la prova finale di Laurea», «Linee Guida_Triennale DM 270» e «Prova finale».
  4. Guarda il frontespizio prima del contenuto. Quando il regolamento del corso è intestato a una coorte, quello che vale per te porta l'anno in cui ti sei immatricolato, non per forza l'anno più recente che il sito espone.
  5. Dentro cerca cinque cose: il coefficiente che porta la media in centodecimi, se il voto della prova finale entra nella media o si somma dopo, quanto vale un 30 e lode, dove cade l'arrotondamento e le soglie di media per il 110 e per la lode.

C'è poi un dettaglio di calendario che tocca chi ha un premio legato alla durata del corso. Per gli appelli di laurea l'anno accademico 2026/27 dell'ateneo va dal 2 marzo 2027 al 29 febbraio 2028, e tutto quello che viene prima appartiene ancora al 2025/26. Se ti laurei a novembre pensi di aver chiuso nell'anno nuovo mentre per l'ateneo sei ancora in quello vecchio, e quando c'è di mezzo una durata normale da rispettare quella differenza sposta il conto.

Se dopo tutto questo ti ritrovi in mano due documenti che dicono cose diverse, la guida ai regolamenti spiega quale dei due comanda.

Fonti: Università di Pisa, «Calendari appelli di laurea», unipi.it, l'«Offerta formativa» della Scuola di Ingegneria, ing.unipi.it, e le pagine dei tre corsi già citate al punto 3. Per il numero dei corsi di studio: «Aperte le immatricolazioni all'Università di Pisa: le novità per l'anno accademico 2026/2027», 29 giugno 2026, unipi.it. Lette il 5 settembre 2026.

6. Alice, e il punto in cui ci siamo dovuti fermare

Il portale degli studenti si chiama Alice e sta su studenti.unipi.it. L'ateneo scrive che dall'area riservata si consulta il proprio libretto, e questo lo abbiamo controllato dalla pagina pubblica. Il nome esatto della voce di menu che apre l'elenco degli esami con voti, date e CFU sta dietro il login, e senza credenziali da studente non lo abbiamo letto. Se dentro Alice quella voce si chiama in un altro modo, è perché la nostra lettura si è fermata prima.

Dentro Alice la voce più utile per questa pagina è l'anno di regolamento, che una pagina di Ingegneria biomedica indica come «Status studente - anno di regolamento». Da quel dato dipende quale dei PDF del punto 5 riguarda te, e ha il nome che uno andrebbe a leggere per ultimo. Anche questa etichetta però viene da una pagina pubblica del corso e non dalla schermata, e vale come un indizio su dove guardare più che come il nome che vedrai.

Fonti: Università di Pisa, «Studenti», riquadro «Alice - il portale per gli studenti», unipi.it, il portale studenti.unipi.it, e Ingegneria biomedica, «Come richiedere la tesi», biomedica.ing.unipi.it. Lette il 5 settembre 2026; le schermate dietro il login non le abbiamo aperte.

Quando quella lista ce l'hai, incollarla in LibrettoUni è l'ultimo passaggio, e l'importatore riconosce i campi e ti fa rivedere ogni riga prima di salvare. La guida all'esportazione mostra il formato da cercare, con nomi di menu che dentro Alice possono essere altri.

7. Cosa restava aperto il 5 settembre

Nessuno dei tre corsi del punto 3 chiude del tutto la domanda che conta, cioè se quella formula vale proprio per te. A Elettronica il documento che la scrive dichiara di non essere vincolante. A Informatica la formula è quella della coorte 2025/26, la pagina corrente del corso la ripete senza dire per chi vale, e il regolamento della coorte 2026/27 non l'abbiamo trovato né sul sito del corso né su quello del dipartimento, mentre il piano di studi di quella coorte l'ateneo lo pubblica già. A Biomedica il problema è rovesciato, perché il regolamento della coorte corrente c'è ed è recente, e il coefficiente lo lascia fuori.

Restano fuori dalla pagina anche due cose che il regolamento di ateneo non tratta. Non dice se le attività prese in soprannumero entrino nella media di laurea, e da quel silenzio non si ricava che siano escluse. Si ricava che chi ha dato qualche esame in più per sicurezza dovrà farsi dire da qualcun altro cosa ne è stato. Sulle idoneità l'articolo 23-ter prevede che una verifica possa chiudersi con un giudizio invece che con un voto, e su quanto quel giudizio pesi nella media di laurea non aggiunge niente.

Le formule qui sopra hanno una scadenza che nessuno ci ha scritto sopra, e per due dei tre corsi il documento della coorte più recente già oggi non c'è. Gli indirizzi del punto 5 invece restano, perché un consiglio di corso che rivede la sua formula la pubblica dove pubblicava prima.

Fonti: Università di Pisa, «Regolamento didattico d'Ateneo», art. 23-ter comma 1 e testo corrente, unipi.it (PDF), e i documenti dei tre corsi citati al punto 3. Letti il 5 settembre 2026.

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