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Media e voto di laurea alla Sapienza

Nei documenti con cui la Sapienza regola il voto di laurea la media non compare mai, e nemmeno la conversione in centodecimi. L'ateneo fissa la base, il minimo per laurearsi e la regola della lode dentro un comma solo, e nello stesso comma scrive nero su bianco che il resto lo decidono le Facoltà e i corsi. Qui sotto trovi quattro corsi che alla stessa domanda rispondono in modo diverso, e al punto 5 c'è passo per passo come si arriva al regolamento del tuo, che è il solo documento che decide il tuo voto.

Regole lette sui documenti pubblici della Sapienza il 29 agosto 2026. Sotto ogni regola trovi il documento da cui viene, con il link. I regolamenti cambiano senza preavviso, quindi se il tuo voto dipende da un numero di questa pagina, apri la fonte che trovi lì sotto e ricontrolla.

Il calcolatore ha bisogno di JavaScript, che ora è disattivato. I passaggi qui sotto spiegano lo stesso conto, da fare a mano.
Calcolatore del voto di laurea

I due campi dei punti partono da zero perché alla Sapienza partono davvero da zero. Quanto vale ciascuno sta scritto nel documento del tuo corso o della tua Facoltà, e il punto 5 dice dove si trova.

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1. Cosa decide la Sapienza per tutti i suoi studenti

Il Regolamento Didattico di Ateneo in vigore dal 19 marzo 2026 dedica alla prova finale un solo comma, l'articolo 31 comma 8, e lì dentro c'è tutto quello che la Sapienza decide per ogni suo studente. Le commissioni «esprimono la loro votazione in centodecimi»; «il voto minimo per il superamento della prova è sessantasei centodecimi»; e la lode le commissioni «possono, all'unanimità, concedere» solo insieme al massimo dei voti.

Nello stesso comma l'ateneo dice in una riga anche di cosa non si occupa: «le regole per l'attribuzione del voto finale sono riportate nei Regolamenti Didattici dei Corsi di studio, sulla base di quanto deliberato dalle competenti Facoltà». Nessun punto per la laurea in corso, nessun punto per l'Erasmus, nessun punto per la tesi. Ma aspetta, prima di scrivere nel gruppo del corso che l'ateneo si è scordato di dire quanto vale la tua tesi. Quel numero non l'ha dimenticato, l'ha lasciato scrivere a chi tiene il tuo corso di studi.

Fonte: Sapienza Università di Roma, «Regolamento Didattico di Ateneo, Parte generale», emanato con D.R. 19 marzo 2026 n. 588, uniroma1.it (PDF). Letto il 29 agosto 2026.

Quello che il regolamento di ateneo non dice

Non dice come si calcola la media che finisce nel voto di laurea, né se sia ponderata sui CFU o aritmetica. Non dice se le idoneità entrino o restino fuori. Non dice quanto valga un 30 e lode dentro la media, e si limita a stabilire che la lode negli esami esiste. Non dice con quale operazione la media diventi un numero in centodecimi, né dove cada l'arrotondamento. Sono cinque silenzi che vengono tutti dalla stessa scelta, cioè lasciare la faccenda ai corsi.

C'è un documento della Sapienza che parla di «media pesata», e usarlo qui sarebbe l'errore più facile di tutta la pagina. È l'articolo 47 del Regolamento per la frequenza, che descrive un sistema che «calcola 3 parametri di valutazione: la somma dei Cfu di ogni esame moltiplicato per il voto conseguito diviso 100; […] la media pesata dei voti; la data di nascita». Quella graduatoria serve al bonus esami, cioè uno sconto sui contributi di iscrizione «che varia da un minimo di 150 euro a un massimo di 300 euro», e con il voto di laurea non ha niente a che vedere.

Fonte: Sapienza, Regolamento per la frequenza, art. 47 «Voti, media e crediti degli esami di profitto, Bonus esami», uniroma1.it. Letto il 29 agosto 2026.

2. Il calcolatore qui sopra usa una conversione che la Sapienza non scrive

Il campo della base parte da 110 perché quello è un fatto di ateneo, scritto nell'articolo 31. Gli altri due restano a zero perché a questo livello, alla Sapienza, punti non ne esistono. Il passaggio dalla media al voto di partenza lo facciamo così:

media = Σ (voto × CFU) ÷ Σ CFU
voto di partenza = media × 110 ÷ 30

È la conversione standard, quella che quasi tutti i corsi hanno in mente quando scrivono che la media va «normalizzata su 110», ed è anche quella che trovi su ogni calcolatore in rete. Nessun documento di ateneo della Sapienza però la enuncia, quindi la stiamo usando tutti sulla fiducia, e almeno un corso ne dichiara una diversa. Ingegneria Civile moltiplica la media per 4, che con una media di 27 porta a 108 invece che a 99. Se il tuo corso è quello, il numero qui sopra non ti riguarda, e il punto 3 spiega come rifare il conto.

L'altra avvertenza è sull'operazione. Qui i punti vengono sommati al voto di partenza, come fanno tre dei quattro corsi qui sotto. Se il tuo moltiplica, moltiplica tu la media prima di scriverla nel primo campo.

3. Quattro corsi, quattro regole, tre soglie per la lode

Abbiamo aperto i documenti di quattro corsi della Sapienza, tutti e quattro triennali, e tre dei quattro della stessa Facoltà. Non è un confronto che si possa liquidare dicendo che i cicli sono diversi o che le aree non si parlano, perché per due di loro coincidono perfino la classe di laurea e la Facoltà. Quello su cui vanno d'accordo è che il voto parte dalla media. Da lì in poi vanno d'accordo come due app del meteo sullo stesso weekend.

Ingegneria Civile, triennale. Il regolamento del voto finale è lungo dieci righe e dice che il voto «si ottiene moltiplicando per 4 la media dei voti ottenuti negli esami sostenuti nel corso di laurea, pesata tenendo conto dei crediti». Un 30 e lode negli esami «è conteggiata per 31 punti», senza tetti al numero di lodi. La prova finale porta 3 CFU e nessun punto, quindi la tesi qui non sposta il voto di una virgola. La lode chiede che «la votazione derivante dagli esami sia almeno pari a 115», che con il coefficiente ×4 vuol dire una media di 28,75. Del tetto a 110 il documento non parla, e nemmeno dell'arrotondamento.

Questo documento va letto sapendo com'è fatto

Il PDF non ha data né numero di protocollo, ed è intestato alla «Facoltà di INGEGNERIA», che alla Sapienza non esiste più. Ingegneria Civile oggi sta sotto Ingegneria Civile e Industriale. Sta in una cartella di avvisi del catalogo dei corsi, e la scheda del corso rimanda a «apposito regolamento del CAD» senza linkarlo. Il CAD è il Consiglio di Area Didattica, cioè l'organo che alla Sapienza governa un corso di studi e ne scrive le regole, e da qui in poi lo chiamiamo così. È quello che la Sapienza mette a disposizione oggi all'indirizzo qui sotto, ed è esattamente il caso in cui vale la pena scrivere al CAD e farsi confermare il ×4 prima di fare conti importanti.

Fonte: Sapienza, «Regolamento Voto Finale di Laurea», Corso di Laurea in Ingegneria Civile, corsidilaurea.uniroma1.it (PDF). Letto il 29 agosto 2026.

Ingegneria Meccanica, triennale. Stessa Facoltà, e si somma invece di moltiplicare. La base è la «media pesata sui crediti dei voti degli esami sostenuti nel corso di laurea come riportata in Infostud e normalizzata su 110», con quale coefficiente il documento non lo dice. Ogni lode in un esame curriculare vale come un 31 nella media, e il documento traduce il conto in punti già pronti, 0,19 per un esame da 9 CFU e 0,13 per uno da 6. La prova finale vale fino a 3 punti, «su proposta del relatore», e per la lode servono 113,00 punti e l'unanimità della commissione. L'arrotondamento si fa «alla fine», e in quale direzione non è scritto.

Il premio per la carriera qui non torna

Le linee guida annunciano un «aumento per la carriera scolastica 3-8 punti» e poi lo spiegano in due voci: 3, 4 o 5 punti per medie sotto il 22, tra 22 e 26 e sopra il 26; più 3 o 4 punti se ti laurei in 4 o in 3 anni accademici. Se le due voci si sommano il massimo è 9 e il minimo è 6, non «3-8». Il documento non dice se siano cumulative o alternative. Se stai facendo un conto serio, questa è la riga da chiedere al CAD. In compenso la pagina è chiara su chi comanda, perché parte dicendo che «il punteggio finale è stabilito dalla commissione di laurea, che è sovrana nella valutazione».

Fonte: Sapienza, CADIMe (Consiglio d'Area Didattica in Ingegneria Meccanica), «Tesi di laurea», linee guida approvate nella seduta dell'11 giugno 2012, sites.google.com/uniroma1.it. Letta il 29 agosto 2026.

Ingegneria Chimica, triennale. Stessa Facoltà e stessa classe di laurea di Meccanica, e un altro schema ancora. Alla media normalizzata su 110 si sommano fino a 3 punti per la media stessa (1 punto da 24 in su, un altro da 25, un altro ancora da 26), 3 punti se ti laurei in tre anni accademici o 1,5 se ne impieghi quattro, e fino a 5 punti per l'elaborato. Le lodi valgono «0.5 punti per ogni lode o per ogni mese di esperienza lavorativa/tirocinio/soggiorno all'estero certificati e riconosciuti coerenti dal CdA, con un massimo di 1 punto». Lodi ed Erasmus pescano dallo stesso unico punto, quindi la terza lode non vale più niente e il semestre all'estero nemmeno. I voti sono «arrotondati al decimo di punto», e sull'eccedenza il documento porta il suo esempio, «se il punteggio risultante dalla media degli esami + bonus + voto della commissione fosse pari a 109,8 il voto di laurea sarebbe 109».

Qui la lode ha quattro condizioni, e una si dimentica sempre

Servono, tutte insieme, «un punteggio base di almeno 100 (senza arrotondamenti)», un punteggio totale «di almeno 112 punti», il «massimo previsto (5) per la valutazione dell'elaborato presentato» e «il parere unanime della commissione». La terza è quella che non sopravvive a nessun riassunto, visto che senza il 5 su 5 alla tesi la lode non è possibile, per quanto alta sia la media. E la soglia qui è 112, mentre i calcolatori online danno per scontato 113.

Fonti: Sapienza, CAD in Ingegneria chimica e materiali, «Come si calcola il voto della Laurea», allegato ai criteri di formulazione del voto di laurea triennale D.M. 270, cdaingchim.web.uniroma1.it (PDF), e la pagina «Esami di Laurea» dello stesso CAD, cdaingchim.web.uniroma1.it. Lette il 29 agosto 2026.

Ingegneria Elettronica, triennale. Altra Facoltà, e una struttura che non ha eguali fra le altre tre, perché qui la prova finale te la scegli. C'è quella professionalizzante, che vale fino a 12 punti in tutto (fino a 6 per il lavoro di tesi discusso davanti a una sotto-commissione, fino a 2 per il curriculum, fino a 4 per la media pesata). E c'è quella premiale, che vale fino a 11 e assegna «5 punti su 110 di premialità per il conseguimento della Laurea» senza nessuna tesi da far valutare. Qui la lode agisce sul punteggio in centodecimi, perché ognuna aggiunge 0,33 «fino ad un massimo di 3 lodi», mentre quanto valga un 30 e lode dentro la media il documento non lo dice. Per la lode finale «occorre un punteggio maggiore o uguale a 113». Sopra 107 su 110 arriva anche una «menzione speciale» in sede di proclamazione, che non porta punti ma fa la sua figura sulle foto.

Fonte: Sapienza, Consiglio d'Area Didattica in Ingegneria Elettronica, «Prova Finale», cadingelettronica.web.uniroma1.it. Letta il 29 agosto 2026.

Cosa dimostra il confronto

Tre di questi corsi stanno nella stessa Facoltà e due hanno anche la stessa classe di laurea. Uno moltiplica la media per 4, gli altri tre ci sommano dei punti. La tesi vale zero, fino a 3, fino a 5 o fino a 6. La lode scatta a 112, a 113 o a 115, e in un caso solo se hai preso il massimo alla tesi. Una lode in libretto vale 31 nella media a Civile e a Meccanica, mezzo punto in centodecimi a Chimica (fino a un tetto di uno) e 0,33 a Elettronica. Se qualcuno ti promette «la formula del voto di laurea alla Sapienza», sappi che per almeno tre di questi quattro corsi sarà sbagliata, e la Sapienza di corsi ne ha molti più di quattro.

4. Alla Sapienza la tua regola sta a uno di due piani

La delega dell'articolo 31 nomina due soggetti, il Corso di studio e la Facoltà, e alla Sapienza vengono percorse tutte e due. A Ingegneria decide ogni singolo Consiglio di Area Didattica, ed è il motivo per cui il punto 3 mette in fila tre schemi diversi della stessa Facoltà. A Economia funziona al contrario, con uno schema unico di Facoltà valido per tutte le triennali e un altro valido per tutte le magistrali, deliberati dal Consiglio e dalla Giunta di Facoltà.

Lo schema di Economia somma incrementi al «voto medio curriculare», e quanto puoi prendere dipende dalla media da cui parti. Alle triennali chi ha meno di 26 non prende nulla per il curriculum, chi sta fra 26,0 e 27,99 prende 3 punti e chi arriva a 28,0 ne prende 5; a questo si aggiunge 1 punto per la laurea in corso e fino a 2 punti per la prova finale, per un massimo di 8 punti di incremento. Alle magistrali le proporzioni si ribaltano, perché il curriculum vale al massimo 2 punti e la prova finale arriva fino a 7, con un totale di incrementi che si ferma a 10.

A Economia la tesi cambia mestiere fra triennale e magistrale

Alle triennali di Economia «la votazione relativa alla prova finale, visto il limitato impegno richiesto, non può essere inferiore al voto medio curriculare», quindi la tesi può solo aggiungere. Alle magistrali della stessa Facoltà «può anche essere inferiore al voto medio curricolare», quindi può togliere. E i 7 punti pieni della magistrale hanno anche un prezzo procedurale, perché se il relatore vuole proporli il correlatore diventa obbligatorio e va indicato nella domanda di laurea o su Infostud «entro la data di scadenza di inserimento tesi». Accorgersene la settimana della discussione è tardi, e quei sette punti restano un numero scritto in un regolamento.

I documenti di Economia tacciono su due punti. Il primo è come si calcoli il voto medio curriculare per i corsi DM 270. Una formula sulla stessa pagina c'è, «media aritmetica ponderata sulla base del numero di cfu attribuiti a ciascun modulo», ma è riferita al vecchio ordinamento 509/99, quindi vale per quello e non per il tuo. Il secondo è la soglia numerica della lode, che a Economia non compare, e resta quindi solo l'unanimità imposta dall'ateneo. Entrambi i documenti citano poi il vecchio Regolamento Didattico del 2018 e il suo articolo 28, mentre il regolamento in vigore dal marzo 2026 mette la prova finale all'articolo 31. La sostanza citata è la stessa, ma il rimando è invecchiato.

Fonti: Sapienza, Facoltà di Economia, «Esami di laurea», economia.web.uniroma1.it, e «Ordinamenti dei Corsi ex D.M. 270/04 della Facoltà di Economia, Corsi di Laurea», economia.web.uniroma1.it (PDF). Lette il 29 agosto 2026.

5. Dove sta il documento che comanda sul tuo voto

Non è sul sito dell'ateneo, e quasi mai è sulla scheda del tuo corso. Il percorso più corto è questo, e sono comunque quattro passaggi:

  1. Apri corsidilaurea.uniroma1.it, cerca il tuo corso e guarda la scheda «Frequentare», sezione «Laurearsi». Di solito i numeri lì non ci sono, ma c'è scritto chi li ha. Sulla scheda di Ingegneria Civile, per dire, si legge solo che la prova finale «è regolata da apposito regolamento del CAD».
  2. Vai quindi sul sito del tuo CAD o della tua Facoltà. Gli indirizzi hanno forme diverse a seconda di quanto è vecchio il sito, e le più comuni sono sigla.web.uniroma1.it, web.uniroma1.it/sigla, un sito su sites.google.com/uniroma1.it e i PDF caricati fra gli avvisi del catalogo dei corsi.
  3. Cerca una voce con uno di questi nomi, perché sono tutti in uso per lo stesso identico documento: «Esami di laurea», «Prova finale», «Tesi di laurea», «Laurearsi», «Criteri di formulazione del voto di laurea», «Regolamento Voto Finale di Laurea», «Linee guida per la determinazione del Voto di Laurea», «Come si calcola il voto della Laurea».
  4. Dentro ti servono quattro numeri: il coefficiente con cui la media diventa un voto in centodecimi, il massimo della prova finale, l'eventuale premio per chi finisce in corso e la soglia a cui scatta la lode.

Dove non cercare, invece, è il «Promemoria laureandi» della tua Facoltà. Abbiamo aperto per intero quello di Ingegneria Civile e Industriale del 2025/26, e contiene scadenze, marche da bollo e allegati da caricare, ma nessuna regola sul voto. Se il tuo corso pubblica un PDF, salvatelo appena lo trovi, perché è il documento che vale ed è anche quello che sparisce per primo quando il sito viene riorganizzato. Se poi te ne ritrovi in mano due che dicono cose diverse, la guida ai regolamenti dice quale dei due vince.

6. Come tirare fuori i tuoi esami da Infostud

Il portale della Sapienza è Infostud, e ci si entra «con le credenziali Spid o CIE (Carta d'identità elettronica)». La condizione ha un effetto pratico che conviene sapere prima, perché «l'accesso con Spid o CIE è previsto solo per chi ha la cittadinanza italiana», e la Sapienza indica la segreteria amministrativa come strada per «richiedere un accesso temporaneo a Infostud senza Spid/Cie». Se sei uno studente internazionale vuol dire che per entrare nel portale devi passare dalla segreteria, cioè dall'ufficio che il portale dovrebbe farti evitare.

Da Infostud si stampano, senza andare in segreteria, «le certificazioni attestanti l'iscrizione, la laurea, la durata legale del corso, gli esami sostenuti». Due condizioni le trovi scritte nel Regolamento per la frequenza. La prima è che i certificati si ottengono solo se sei «in regola con il versamento dei contributi, delle multe per ritardato pagamento e della tassa regionale per il diritto allo studio». La seconda è che il certificato vale per gli enti privati, mentre verso un ente pubblico si usa l'autocertificazione, che puoi fare tu per gli esami sostenuti.

Fonti: Sapienza, «Infostud», uniroma1.it, «Stampa certificati», uniroma1.it, e Regolamento per la frequenza, art. 35 «Autocertificazioni e certificati», uniroma1.it. Lette il 29 agosto 2026.

Il percorso esatto dei menu dentro Infostud, quello che porta all'elenco degli esami con voti, date e CFU, sulle pagine della Sapienza non è scritto, perché descrivono il certificato e non i clic. Quando quella lista ce l'hai, incollarla in LibrettoUni è tutto quello che resta da fare, e prima di salvare vedi come è stata letta. La guida all'esportazione parla di Esse3, che alla Sapienza non c'è, ma il pezzo che conta è lo stesso: arrivare a delle righe da copiare.

7. Quanto puoi fidarti di questa pagina

I regolamenti cambiano. Un CAD rivede i criteri della prova finale, una Facoltà alza il tetto dei punti, un ateneo riorganizza il sito e un PDF di dieci righe finisce da un'altra parte. Una pagina come questa nasce già con una data di scadenza che nessuno le ha scritto sopra.

Ogni numero di questa pagina ha il suo documento sotto, con il link e la data in cui l'abbiamo letto.

Alla Sapienza quello che non abbiamo letto taglia parecchio, perché due formule che circolano per Ingegneria Gestionale e per Ingegneria Civile magistrale stanno su pagine che oggi rispondono 404 o che non siamo riusciti ad aprire, e finché non le apriamo qui non ci sono. Anche le lacune dei regolamenti restano lacune: il coefficiente di normalizzazione che tre di loro non scrivono, la direzione dell'arrotondamento a Meccanica e la soglia della lode a Economia sono silenzi veri, e vogliono dire che lì decide chi ha in mano il caso tuo, cioè il CAD o la commissione.

Quello che ti resta utile anche fra due anni, però, è il punto 5. I numeri li può riscrivere il tuo CAD in una seduta, l'indirizzo a cui li pubblica no: è il sito del CAD o della Facoltà, sotto uno di quegli otto nomi.

Prima di fidarti di un numero

Se stai decidendo qualcosa di serio, tipo se rifiutare un voto, se puntare alla lode o se vale la pena di un altro appello, apri il documento del tuo corso e leggi la riga che ti riguarda. Questa pagina ti dice quale riga cercare e dove, e quello che c'è scritto lì vale più di quello che c'è scritto qui. Se vuoi fare il conto con dei numeri tuoi, il calcolatore del voto di laurea lavora con qualunque schema di punti tu gli dia.

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