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Cosa serve per il 110 e lode, e perché cambia da un corso all'altro

Hai 28,40 di media, ti restano due esami e la tesi, e vuoi sapere se il 110 e lode è ancora un obiettivo o un numero che stai inseguendo per niente. Il problema è che la risposta che circola — «serve 28 di media» — non è scritta da nessuna parte.

Le condizioni sono due e devono valere insieme: il punteggio finale deve raggiungere una soglia fissata dal regolamento del tuo corso — 110 in alcuni corsi, 112 o 113 in altri — e la commissione deve votare all'unanimità. Non esiste una norma nazionale che fissi quella soglia, né quanto vale una lode negli esami, né se l'arrotondamento conta. Lo decide il regolamento della prova finale del tuo corso di laurea, e cambia anche tra due corsi dello stesso ateneo.

1. La soglia non è 110 dappertutto

Quattro regolamenti veri, sulla stessa identica domanda.

A Informatica a Firenze la commissione può concedere la lode, all'unanimità, purché il voto di laurea calcolato risulti almeno 110. A Lettere a Messina la lode si può attribuire a chi ha conseguito un punteggio finale maggiore o uguale a 112. Alla magistrale in Ingegneria meccanica della Sapienza serve raggiungere 113,00 punti e l'unanimità della commissione.

A Ingegneria civile a Bologna le linee guida prevedono la lode se il voto complessivo è non inferiore a 113/110, oppure se è non inferiore a 110/110 e lo studente ha in carriera almeno tre lodi. Due strade diverse per lo stesso risultato, nello stesso corso.

Tra il primo caso e il terzo ci sono tre punti pieni: tre punti che, dove la soglia è 113, devono uscire dalla tesi e dai bonus di carriera. È la differenza tra «mi basta arrivare a 110» e «devo arrivare a 110 e poi guadagnarne altri tre».

Come si risolve

Il documento che ti serve è il regolamento della prova finale del tuo corso di laurea, o le linee guida per l'attribuzione del voto di laurea del tuo consiglio di corso — non il regolamento didattico di ateneo, che quasi sempre si limita a dire che il massimo è 110 con eventuale lode. Cerca «regolamento prova finale [corso] [ateneo]» e apri il PDF sul dominio dell'università.

2. L'unanimità è una condizione, non una formalità

Basta un componente contrario e la lode non c'è, anche con 115 punti sulla carta. E in molti corsi la richiesta non parte dalla commissione: la propone il relatore. A Lettere a Messina la lode è attribuita «su proposta del relatore, con parere unanime»; alla School of Economics and Management di Siena, «su proposta del relatore e all'unanimità».

A Giurisprudenza alla Statale di Milano c'è anche un preavviso: il relatore deve segnalare agli altri componenti non meno di sette giorni prima della discussione l'intenzione di proporre la lode. Se non lo fa, la questione in seduta non si apre nemmeno.

Poi c'è il tetto, che spiega perché la lode è un caso a sé: sopra il 110 la commissione non può aggiungere punti, può solo aggiungere la lode. Chi arriva a 114 e chi arriva a 110 si laureano con lo stesso numero. L'unica differenza possibile è la delibera.

3. Quanto vale la lode nei tuoi esami sposta il punto di partenza

Il punteggio base nasce quasi sempre dalla media ponderata riportata in centodecimi:

Σ (voto × CFU) ÷ Σ CFU        →        media ÷ 30 × 110

Dentro quella media, il 30 e lode non vale lo stesso ovunque. Il regolamento degli esami di laurea di Giurisprudenza alla Statale di Milano dice che ogni 30 e lode viene valutato 30. Alla stessa università, la Facoltà di Scienze politiche, economiche e sociali conteggia le stesse lodi come 33. A Siena e a Lettere a Messina valgono 31.

Prendi una carriera da 120 CFU di esami con voto, con quattro lodi su esami da 9 CFU — 36 CFU con lode — e una media di 28,40 contando ogni lode come 30.

A parità assoluta di esami, tra il primo e il terzo regolamento ci sono 3,30 punti di base. È la stessa aritmetica che smonta se e di quanto le lodi alzano la media, vista dal lato del voto di laurea. E se il numero che vedi sul portale non coincide con il tuo, il valore della lode è una delle cause più frequenti: le altre stanno in perché la media del portale è diversa dalla tua.

Per lo stesso motivo, in LibrettoUni quanto vale la lode è un'impostazione e non un numero scritto nel codice: la scegli tu tra 30, 31, 32 e 33, e la media e la proiezione in centodecimi si rifanno con quel peso. Se la lasci a 30, il simulatore te lo dice in chiaro invece di lasciartelo scoprire: le lodi non alzano la media, ma possono darti punti bonus alla laurea.

Altri corsi non toccano la media e pagano le lodi a parte, come punti sul voto finale: a Informatica a Firenze la media in base 110 viene incrementata di 0,1 per ogni 3 CFU conseguiti con lode; nel regolamento di Statistica per l'analisi dei dati a Palermo ogni lode vale 0,5 punti fino a un massimo di 3. Sono due meccanismi separati, e un corso può usarne uno solo: nell'app restano infatti due cose distinte, il valore della lode nella media da una parte e i punti bonus dall'altra, questi ultimi scritti con i numeri del tuo regolamento invece che con dei valori medi.

Pro tip

Se il tuo regolamento conta la lode come 30, le lodi non ti avvicinano di un millimetro alla soglia dal lato della media: tutto il margine deve arrivare dai punti tesi e dai bonus di carriera. Se la conta 33, hai già una parte della strada fatta prima ancora di scrivere la tesi.

Metti il valore della lode del tuo regolamento e guarda dove arrivi → apri LibrettoUni

4. L'arrotondamento può togliertela

Qui si perdono le lodi per mezzo punto, e quasi nessuno lo sa prima.

Nelle linee guida della magistrale in Ingegneria meccanica alla Sapienza, accanto alla soglia di 113,00 c'è scritto che l'arrotondamento non è valido ai fini della lode. Con 112,60 il voto di laurea diventa 113, ma per la lode continui a valere 112,60: sotto soglia.

Il regolamento di Siena lo dice dall'altra parte: la somma degli elementi che concorrono al voto finale deve essere pari almeno a 110/110 prima dell'arrotondamento. Con 109,70 ti laurei con 110 e la lode resta fuori discussione.

Pro tip

Quando fai il conto a mano, tieni i decimali fino all'ultimo passaggio e confrontali con la soglia prima di arrotondare. Il numero arrotondato serve a leggere il voto, non a stabilire se la lode è in gioco.

È il motivo per cui in LibrettoUni la proiezione non è un numero solo: accanto trovi il conto scritto per esteso, con il risultato prima dell'arrotondamento accanto a quello arrotondato e i bonus elencati uno per uno. Il decimale che decide la lode è quello che di solito sparisce, ed è l'unico che ti serve guardare.

5. In alcuni corsi c'è un pavimento sotto la media

Oltre alla soglia sul totale, certi regolamenti mettono una condizione sulla carriera, e le due devono valere entrambe.

A Siena la lode richiede che la media ponderata sia non inferiore a 27/30 e che la somma arrivi a 110 prima dell'arrotondamento. Nel regolamento di Statistica per l'analisi dei dati a Palermo la lode non può essere concessa a chi ha una votazione iniziale inferiore a 102/110 — circa 27,82/30 — dove la votazione iniziale è già comprensiva dei punti per le lodi e, in quel corso, esclude il voto più basso della carriera.

C'è anche chi cambia la base di partenza, ed è l'eccezione a quel «quasi sempre» del paragrafo 3: a Medicina e chirurgia a Tor Vergata, per gli immatricolati dal 2021-22, il punteggio base è calcolato sulla media aritmetica dei voti curriculari (escluse le idoneità) riportata in centodecimi, e la lode richiede un punteggio finale maggiore o uguale a 113 con parere unanime. Rarissimo, e sufficiente a rendere sbagliato qualunque conto fatto con la formula che vale per quasi tutti gli altri.

Se hai un voto basso che ti tiene sotto un pavimento del genere e l'esame non è ancora verbalizzato, la domanda diventa un'altra: se conviene rifiutare quel voto.

Come capire in un minuto quale caso è il tuo

  1. Apri il regolamento della prova finale del tuo corso, non quello di ateneo.
  2. Cerca la parola «lode» e segna il numero che trovi accanto: 110, 112, 113 o «punteggio massimo».
  3. Guarda se quel numero si legge prima o dopo l'arrotondamento.
  4. Cerca «trenta e lode» o «30 e lode» e segna quanto vale nella media: 30, 31, 33, oppure punti a parte.
  5. Cerca se c'è una media minima o una votazione iniziale minima.
  6. Guarda chi propone la lode e con quanto preavviso: quasi sempre il relatore, a volte con giorni di anticipo fissati.

Sei numeri. Con quelli hai la tua soglia reale, che è l'unica che conta. Tre di questi sei l'app li tiene al posto tuo — quanto vale la lode nella media, la base su cui si calcola il voto e i punti bonus del tuo corso — così li trascrivi una volta sola dal regolamento e non li rimetti a mano a ogni sessione. Gli altri tre stanno solo in quel PDF: vale la pena appuntarseli accanto.

Se la soglia è più lontana di quanto pensavi

A quel punto la domanda cambia forma: non più «quanto serve per la lode», ma quanti punti ti separano dalla soglia e da dove possono arrivare. Una parte è la tesi e i bonus di carriera, che ogni corso assegna a modo suo: quanti punti vale la tesi di laurea lo mostra su cinque regolamenti, e dice anche dove cercare il secondo tetto, quello che di solito limita più del primo. L'altra parte sono gli esami che ti restano, e lì il conto si fa in anticipo: che media ti serve nei CFU che mancano.

Cos'è LibrettoUni

Un libretto universitario gratuito, privacy-first e senza login. Segni gli esami e la media ponderata si aggiorna mentre scrivi, con le regole del tuo ateneo: quanto vale la lode, se i voti non ancora verbalizzati contano, e quali punti bonus si sommano al voto di laurea.

Le tre regole che questa pagina ti manda a cercare nel regolamento le scrivi una volta e restano lì, e da quel momento la proiezione in centodecimi si rifà da sola a ogni esame: col conto per esteso, il numero prima dell'arrotondamento accanto a quello arrotondato e i bonus elencati uno per uno, così quanto ti manca alla tua soglia è un numero che leggi invece di rifarlo. Ogni numero si può aprire per vedere da quali esami esce. Niente pubblicità, e i dati restano sul tuo dispositivo: non abbiamo un server che possa leggerli.

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